Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola

martedì 19 giugno 2012

Orgoglio dell'identità


“Siamo diversi, ma siamo uguali” diceva Nanni Moretti nel film “Palombella rossa”, datato 1989, riferendosi alla crisi dell’allora Partito Comunista che di lì a poco avrebbe travolto il destino della sinistra italiana, precedente allo scandalo di tangentopoli, in cui di fatto venne azzerato ufficialmente il partito socialista italiano, e regalando un profondo senso di smarrimento all’ elettorato di sinistra progressivamente deflagrato in mille piccoli universi, che a tutt’oggi fanno fatica ad incontrarsi. Ma se questa crisi di identità, politica e personale di Moretti voleva riferirsi ad un fattore ideologico e culturale che mettesse in discussione quel partito (il PCI) e il disagio di un militante/persona che vuole a tutti costi un miglioramento sociale e umano (le parole sono importanti, chi parla male pensa e vive male!), in che modo la sinistra italiana non ha saputo cogliere al balzo questa provocazione nel senso più positivo del termine? Provocazione che, in questo caso, non significa distruzione a mio parere, tutt’altro. In che modo non si è saputo cogliere un progressismo necessario per ristabilire una credibilità politica ed intellettuale? Come è possibile che nelle battaglie per i diritti civili la moderna e democratica Italia sia agli ultimi posti della classifica Europea? Perché parlo di essere progressisti? Credo che in Italia purtroppo una certa classe politica della sinistra italiana non abbia saputo stare al passo con i movimenti e non li abbia sostenuti abbastanza oppure pronta a prendersene meriti quando non gli spettavano (penso ad esempio ai referendum sull’acqua pubblica).

Pochi giorni fa a Bologna è sfilato un grande corteo di manifestanti pacifici e orgogliosi della propria personalità che purtroppo è passato inosservato, snobbato dai media ma anche e soprattutto da buona parte del mondo politico, il Pride. Una manifestazione gioiosa e serena nella quale non c’è più neppure bisogno di quella caratterizzazione nel nome della stessa che a molti fa storcere il naso; segnale questo a mio parere importante per le sorti del movimento, è la volontà di far capire che non esiste una minoranza e che la crisi dei DIRITTI civili riguarda tutti. Soprattutto in questa Italia piena di ignoranza e di pregiudizi. Come un Moretti perduto nell’identità a cui sono venuti a mancare i valori e le sicurezze per realizzarsi ed essere persone migliori, la sinistra italiana deve ripartire proprio da qui. Perché la questione dei diritti è fondamentale per una questione identitaria: chi sono i diversi? perché ci si scandalizza di fronte a delle persone che non compiono alcun atto criminoso mentre su altri fatti più gravi restiamo tranquillamente indifferenti ogni giorno?
L’ orgoglio dell’identità è un tema che riguarda tutti e che Sinistra, Ecologia e Libertà deve portare avanti senza essere intimorita da pregiudizi di alcun tipo per portare avanti una buona politica che si batta per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e la presentazione di una legge di iniziativa popolare nella quale si preveda il riconoscimento delle unioni civili, con gli stessi diritti fra coppie omosessuali e coppie eterosessuali, perché non esistono persone diverse ma l’importanza e la ricchezza delle diversità.


Rocco D'Aguanno

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