Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola

martedì 11 novembre 2014

Lettera aperta a Muraro, Zorzi e Azzolini

                                                                                      Al Presidente della Provincia Leonardo Muraro,

                                                                                  Alla sezione della Lega Nord di Mogliano Veneto,

                                                                                                 All’ormai ex Sindaco Giovanni Azzolini,

                                                                              Alla Presidente del quartiere Mazzocco Wally Zorzi,

<<Dove c'è un muro c'è chiusura di cuore: servono ponti, non muri>>.

Esattamente 25 anni fa in queste ore, il mondo festeggiava con la caduta di un muro la fine di
un’epoca e del mondo per come fino ad allora lo si era conosciuto: il saluto alla contrapposizione
politica di due modelli economici, sociali e istituzionali da una parte e dall’altra l’abbraccio alla
nuova era della globalizzazione con tutte le contraddizioni che ai giorni nostri ben conosciamo.
“La storia insegna, ma non ha scolari” scriveva profeticamente Antonio Gramsci nelle sue Lettere
dal Carcere, così l’umanità nella falsa convinzione che abbattendo quel muro si stesse realizzando
la piena libertà dell’individuo, si scordò di conciliarla con la giustizia sociale: il risultato odierno
dunque non è la scomparsa del muro, ma la sua riedizione in forma invisibile e aggiornata. La
discriminante è il primato dell’avere sull’essere, che ha generato la separazione tra chi ha e chi
non ha.

L’unica condizione che accomuna le due parti in causa è l’impossibilità di scegliere se nascere da
una parte o dall’altra di questo nuovo muro, è infatti il caso che prende al posto loro questa
decisione. Diventa poi naturale che chi si trova nella condizione dell’essere ma del non avere,
cerchi di emanciparsi dal suo stadio originale combattendo in prima linea per integrarlo.

Questi sono i moti migratori, che hanno interessato la storia dell’uomo fin dalla sua nascita
secondo il principio della sopravvivenza. “Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori” diceva il duca
d’Ombrosia Cosimo Piovasco di Rondò nel romanzo di Italo Calvino “Il Barone Rampante”. A noi
che stiamo dall’altra parte del muro è infatti affidato il compito di accettare o meno questa sfida,
partendo dal presupposto che proprio perché si tratta di un fenomeno naturale umano, non ci
possono essere modi o strumenti in grado di controllarlo o di fermarlo.
Risulta infatti paradossale e comodamente illogico godere dei benefici della globalizzazione del
mercato, salvo poi rispolverare principi feudali quando allo stesso benessere vogliono partecipare
anche quelli che quei benefici non li hanno mai conosciuti.
La vera chiave per vincere questa sfida è opposta e l’ha donata Papa Francesco quando dopo
l’ennesima strage in mare a Lampedusa ha deciso di recarsi lui stesso sull’isola per denunciare che
alla “la globalizzazione dell’indifferenza” si deve rispondere con quella dei diritti e della solidarietà
sociale.

Chi rimprovera a questi ragionamenti un carattere utopico ignora che lo stesso ammonimento
dovrebbe allora affidarlo alla Carta dei Diritti dell’Uomo e alla nostra Costituzione, la quale nei suoi
principi fondamentali recita:
- all’articolo 2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo
sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveriinderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” ;
- all’articolo 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e
sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana...”;
- all’articolo 8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le
confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in
quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono
regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”;
- all’articolo 10 “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica
secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

L’8,33% della popolazione moglianese è costituita da residenti stranieri di diverse culture religiose
(Istat). Fino a ieri gli unici che potevano esercitare un diritto- che come abbiamo appurato è
costituzionalmente garantito- erano quelli che professavano un culto cristiano cattolico. Fino a ieri
poiché una parte di questi che professano invece il culto islamico, hanno deciso di riunirsi in
associazione per dar vita al primo centro islamico della città. L’associazione si chiama “Amici della
Pace” proprio per sottolineare il carattere di apertura e accoglienza delle persone che la animano,
oltre che per sfatare luoghi comuni che in questo periodo vogliono associare indiscriminatamente
la loro religione al terrorismo del’ISIS. Il centro ha preso vita presso uno stabile privato e si
manterrà attraverso attività di autofinanziamento.

Apprendiamo da alcuni giornali però la notizia sembrano essere le dichiarazioni del Presidente del
quartiere di Mazzocco Wally Zorzi e quelle del Presidente della Provincia e esponente della Lega
Nord: la prima dichiara “Se avete soldi per farvi la sede , dovete riflettere e non chiedere più i
buoni mensa scolastici, il buono trasporto, gli sconti per la casa perché anche i nostri italiani e i
nostri giovani sono in crisi, non trovano lavoro ed emigrano”; ben oltre va invece Muraro “Penso
che anche dal punto di vista dell’ordine pubblico, proprio in coincidenza con l’avanzare dell’ISIS e
del terrorismo islamico, dare autorizzazioni per un centro culturale di questo tipo, non possano
che generare perplessità e timore”.
A loro si aggiunge la mozione depositata dai Consiglieri comunali della lista Azzolini Sindaco, dove
si paventano infrazioni regolamentari sulla destinazione d’uso urbanistica dello stabile e si chiede
la sospensione dell’apertura del centro.

Si tratta di una pessima dimostrazione della commistione tra razzismo, xenofobia, ignoranza e
populismo reazionario, che riportano a ben altre epoche. Non di certo quella che stiamo vivendo
che, come descritto in premessa, ci obbliga a fare un salto di qualità nell’allargare il nostro
concetto identitario primario, vedendo di fatto cadere i concetti nazionalistici del secolo scorso e
aprendo le porte al cosmopolitismo.
Noi da rappresentanti delle Istituzioni eletti nello Stato italiano non abbiamo fatto altro che
partecipare all’inaugurazione per dare piena concretizzazione ai Principi Costituzionali esposti
estendendo diritti fondamentali a chi non li aveva. E di questo ne siamo orgogliosi.
Diverse sono invece le posizioni dei tre personaggi in cerca d’autore sopracitati, che non ricordano
che in quanto Istituzioni avrebbero il dovere di rappresentare tutti i cittadini. In realtà fanno
l’esatto contrario, facendo politica sulle paure della gente e stimolando istinti reazionari repressi
per un tornaconto elettorale in vista dei prossimi appuntamenti col voto. Ennesimo esempio della
politica a puntuale scadenza yogurt senza prospettive a lungo termine.
Costoro però non si rendono conto che in una crisi economica, sociale e culturale come quella che
stiamo vivendo, questi input irresponsabili da parte di chi dovrebbe guidare i rispettivi territori
non fanno altro che provocare lacerazioni di un tessuto sociale già estremamente falcidiato con
l’ennesima guerra tra poveri. La stessa risposta per uscire dalla crisi era stata data in Europa
intorno agli anni trenta con i risultati che bene conosciamo.

Sempre costoro poi si devono anche rendere conto ( e lo sanno anche molto bene ) che la crisi
economica non è assolutamente causata dalle persone che frequenteranno il centro culturale, in
quanto hanno contribuito nel passato e lo faranno anche nel futuro a pagare tasse regolari, a
lavorare ( quando vi è il lavoro ) contribuendo anche al PIL veneto di cui speso la lega e i suoi
seguaci, se ne fanno un grande vanto.

Nel 2014 i nostri bambini studiano in classi multietniche, dove il marocchino conosce a mena dito
il dialetto veneziano e il veneto viceversa impara a spiccicare qualche parola in Arabo. Entrambi
non si considerano però né veneti né marocchini ma cittadini italiani nel mondo globale. Da loro ci
arriva l’esempio più bello di come la xenofobia divide e di come l’integrazione unisce.

La delinquenza non ha colore di pelle o provenienza geografica, la delinquenza è delinquenza. Lo
stesso discorso vale per il terrorismo visto che ci si dimentica che non tanti anni fa anche in Italia
scoppiavano bombe innescate da italiani per uccidere italiani. Aprire luoghi come il centro islamico
a Mogliano diventa assurdamente un’occasione in più a livello di trasparenza: per esempio se
l’Immam di San Donà non avesse potuto tenere quell’orazione in pubblico in cui pregava Allah di
uccidere tutti gli ebrei, non lo si sarebbe potuto allontanare dalla sua comunità.

In questo momento non abbiamo bisogno di nemici immaginari o di allarmi e paure inesistenti.

Di questo i nostri amici se ne dovranno fare una ragione perché i cittadini- come molto spesso
succede- sono molto più avanti della loro classe politica e sono pronti per far passare Mogliano
dall’essere un paesotto di provincia a un fiore all’occhiello della nuova area metropolitana di
Venezia. Per farlo “non servono più muri ma ponti”.

                                                                                                                      Mogliano Veneto 10/11/14.

Giacomo Nilandi- Capogruppo comunale de La Sinistra per Mogliano.

Luigi Amendola- Capogruppo Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà.

lunedì 6 ottobre 2014

La nostra sinistra - incontro con Nicola Fratoianni alla festa provinciale di Treviso di SEL 02/10/2014

Incontro con il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà Nicola Fratoianni nel dibattito "La nostra sinistra" alla festa provinciale di Treviso di SEL a Mogliano Veneto il 02/10/2014. Coordina Luca De Marco, segretario provinciale.


martedì 23 settembre 2014

Festa provinciale di Sinistra Ecologia Libertà a Mogliano Veneto

A breve il programma completo, vi aspettiamo numerosi.

domenica 20 luglio 2014

Il Mose raccontato da Oscar Mancini

Una bella giornata partecipata, un ringraziamento a tutti i compagni che hanno contribuito all'ottima riuscita della gita e un grazie al compagno e capitano del Bragosso Francesco Burlando
http://www.elbragossova.it/

martedì 1 luglio 2014

UN SOGNO SI E’ AVVERATO















Le ultime elezioni amministrative di Mogliano Veneto hanno visto finalmente, dopo anni , il centrosinistra ritornare alla guida della città.
E’ stato eletto un nuovo Sindaco, una donna, Carola Arena.
Vogliamo ricordare insieme il percorso che ha visto il nostro Circolo di Sinistra Ecologia Libertà sempre protagonista  di questa splendida avventura.
Da alcuni anni nella nostra città la presenza e l’attività politica del centrosinistra era purtroppo limitata a causa di divisioni, personalismi e lacerazioni interne che non ne hanno favorito l’affermazione . Infatti nel passato troppe sono state le incomprensioni che non hanno mai permesso un percorso di unità della sinistra.
Da almeno tre anni, Sinistra Ecologia Libertà si è messa a lavorare per cercare di unire ciò che nel passato è stato sempre diviso, e con fatica, ma sempre insieme ad altri partiti e liste civiche presenti in città , con linearità e coerenza basata sulla presenza attiva e costante ai tavoli del centro-sinistra,  costruendo delle solide basi che, negli ultimi due anni, hanno visto nascere lo   spirito di collaborazione e la definizione delle linee programmatiche comuni. Durante lo scorso anno si sono costruite le primarie di coalizione di centrosinistra. Uniche nel suo genere in tutta la Provincia di Treviso.
Nell’ occasione delle ultime elezioni amministrative di Giugno, Sinistra Ecologia Libertà, avendo da un lato ben chiari i propri limiti , ma guardando  con decisione all’obiettivo finale, quello cioè di riportare la città di Mogliano Veneto nelle mani del centro-sinistra, ha rinunciato a proporre un proprio candidato che partecipasse alla competizione per la carica di Sindaco.
Fin dall’inizio, e attraverso la partecipazione convinta di tutte le compagne ed i compagni del Circolo, ha deciso di sostenere la candidatura di Carola Arena.
Una donna che, per noi, ha sempre cercato di dare le risposte ai problemi che noi sentivamo prioritari per la città. Ci siamo ritrovati nel suo percorso e così l’abbiamo sostenuto con tutte le nostre forze e con il nostro entusiasmo.
In lei abbiamo riposto il nostro desiderio di cambiamento e di speranza.
Le primarie del centrosinistra, svoltesi nei primi mesi di quest’anno, hanno visto la vittoria netta del nostro candidato a Sindaco della città.
A questo punto non ci siamo fermati. Abbiamo pensato che l’obiettivo era anche riuscire a riportare tra i banchi del consiglio comunale un rappresentante della Sinistra.
Abbiamo quindi iniziato una collaborazione con la sinistra organizzata e non della città , che ci ha visto  anche lì protagonisti infaticabili, rinunciando al nostro amato simbolo, creando quindi una lista civica: La Sinistra per Mogliano.
Ci siamo spesi al massimo, contribuendo al programma e alla lista in modo importante, anche come numero di candidate e candidati presenti in lista.
Alla fine tutto questo impegno e lavoro ci ha premiato.  La Sinistra per Mogliano ha ottenuto un ragguardevole 4 %, collocandosi come la terza forza politica del centrosinistra. Il risultato delle urne ci ha visto protagonisti assoluti all’interno della lista, facendo eleggere un nostro giovane e bravo compagno, Giacomo Nilandi, che è stato il più votato in assoluto.
Carola Arena poi, al ballottaggio, ha vinto le elezioni. Il centrosinistra è tornato a governare Mogliano Veneto dopo quasi 10 anni.
Insieme alla gioia per l’elezione di Giacomo, è stata premiata anche la nostra competenza, con la nomina da parte del nuovo Sindaco del compagno Oscar Mancini , che è diventato il nuovo Assessore all’ambiente e allo sport per il Comune.
Insomma, alla fine il nostro sogno si è avverato. La militanza, l’impegno e la buona politica alla fine hanno pagato in termini di rappresentanza istituzionale.

Da parte nostra continueremo a dare il nostro massimo impegno nel sostenere la lista della Sinistra per Mogliano, ma, nel contempo, non dimentichiamo mai chi siamo, da dove veniamo e cosa desideriamo.

mercoledì 16 aprile 2014

Scegli l'alternativa



La Sinistra per Mogliano

Alle prossime elezioni amministrative di maggio 2014, Sinistra Ecologia Libertà Mogliano Veneto ha deciso di fare un passo indietro, scegliendo di non presentarsi con il proprio simbolo ma di lavorare ad una aggregazione, allo scopo di favorire l’unità di tutta la sinistra presente in città.
Abbiamo insieme compreso che in un momento difficile per la sinistra nell'essere rappresentata con forza nel nostro territorio, tutto il nostro sforzo organizzativo, di idee e proposte doveva essere condiviso con altre compagne e compagni sia della sinistra organizzata che della sinistra diffusa presente nella nostra città.
Si è arrivati, quindi, alla costituzione della Lista Civica "La Sinistra per Mogliano", dove saranno presenti con la propria candidatura molte compagne e compagni del nostro circolo.

Pensiamo di aver fatto la cosa giusta per la città anche nella scelta di dare il massimo appoggio alla candidata Sindaco del centro sinistra Carola Arena; tutto ciò al fine di non disperdere un grande potenziale che esiste a Mogliano, che si chiama “Sinistra”.

lunedì 3 marzo 2014

La sicurezza idrogeologica della città di Mogliano è una priorità


Ancora una volta gli abitanti della Marca sono costretti in questi giorni a vivere nella paura a causa del maltempo. Una vera e propria bomba d’acqua, che negli ultimi tre mesi hanno messo in sofferenza il sistema idrografico del nostro territorio.
Nel mese di febbraio di quest’anno le cronache hanno parlato di frane a Vittorio Veneto, Cappella Maggiore, Fregona e Refrontolo, ed in pianura i fiumi sono stati al limite degli argini.  A Cendon, Casier, Lughignano e Preganziol il Sile ha mandato sott’acqua le case. A Preganziol è intervenuto l’esercito per rinforzare gli argini del fiume Dosson, e il fiume Zero ha messo paura anche a Zero Branco e Mogliano.
Non è uno scenario nuovo, nel 2002 fiumi e canali strariparono mettendo in ginocchio la provincia, nel 2005 sottopassi, case e l’ospedale Cà Foncello furono colpiti dalle acque. Valanga d’acqua anche nel 2006, canali tracimati ed ancora, nel 2009 Mogliano finì sott’acqua con danni ingenti per i cittadini. L’anno dopo, nel 2010 Piave, Sile e Zero raggiunsero i livelli di guardia in seguito alle piogge abbondanti.
Non si può dare solo la colpa al maltempo, le cause della estrema fragilità del nostro territorio sono da ricercarsi non solo nei cambiamenti climatici, ma anche nella mancata tutela del suolo. Dai dati del censimento dell’Agricoltura regionale risulta che dal 2000 al 2010 si sono persi nel Veneto quasi 45mila ettari di superficie agricola utilizzata ed ha riguardato i terreni più fertili della pianura veneta, mentre la costruzione di nuove strade, autostrade, svincoli e tangenziali nonché la cementificazione selvaggia della speculazione fondiaria hanno determinato la compromissione definitiva del territorio in cui viviamo in termini di sicurezza ambientale.
Spiace che l’ argomento sulla sicurezza idrogeologica del territorio non sia stato preso in considerazione nelle domande poste ai candidati sindaco per la città di Mogliano in occasione del dibattito promosso il 28 febbraio u.s. dal comitato moglianese di Salviamo il paesaggio e Comitato per la salvaguardia delle cave di Marocco.
E’ importante infatti che ci siano ampie sensibilità rispetto a questo problema che passa attraverso la necessità di controlli sulle opere di urbanizzazione nelle zone edificabili a rischio idraulico, la manutenzione e la pulizia dei fossati indispensabili nel momento in cui arriva il carico delle acque dai fiumi. Importante da sottolineare l’utilità di portare alla sensibilità dei candidati-sindaco l’urgenza di uno studio idraulico per la mappatura dei canali che a loro volta si riversano nei fiumi. A che punto è la situazione a Mogliano rispetto a questo tema? Pensiamo che l’importanza di un piano delle acque adeguato ai fini della messa in sicurezza del territorio sia preminente rispetto alla fruibilità dei percorsi 
ciclabili o del fitness lungo i nostri fiumi. 

Una serie di piccoli “cantieri” nella nostra città potrebbero anche ridare un impulso alla situazione di crisi occupazionale. Investiamo nel territorio in termini di pulizia dei fossi, adeguamento delle vasche di contenimento o costruzione di nuove, fermiamo la costruzione di ulteriori parti di cemento, sarebbero tutti gesti di una buona politica amministrativa per la nostra città di Mogliano.

Circolo di SEL Mogliano Veneto "Pino D'Aguanno"

martedì 11 febbraio 2014

Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà in visita ai detenuti del carcere di Treviso

Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà composta dall'On Giulio Marcon ed i due Capigruppo alla Provincia e al Comune di Treviso, nel pomeriggio di sabato ha visitato il carcere di Treviso.
 L'istituto di pena Trevigiano ovvero la casa circondariale di Treviso è un carcere che si trova in comune Treviso.
La struttura, aperta sul finire degli anni 1940, si articola in tre sezioni: una "circondariale", dove si trovano i detenuti in attesa di processo, una "di reclusione", per i detenuti condannati in via definitiva, e una piccola area dedicata ai detenuti in semilibertà.
L'istituto è in grado di ospitare 127 detenuti e sette semiliberi, ma la capienza definita "tollerabile" raggiunge i 151 detenuti.
Ora secondo gli ultimi dati ricevuti, il numero di persone presenti all'interno della struttura, supera abbondantemente le 210 unità.
Come tutte le carceri italiane anche quello di Treviso soffre di problematiche di sovraffollamento, i detenuti hanno espresso il loro disagio con varie forme di protesta.
La visita è iniziata con un primo incontro, con il direttore del carcere, cui abbiamo posto una serie di domande sullo stato dei detenuti, sullo stato della struttura (molto vecchia) e sulla situazione di sovraffollamento presente nelle celle.
Certamente il quadro descritto non è stato confortante. Ormai nella struttura penitenziaria è presente una serie di detenuti. Molti sono quelli in attesa di giudizio e numerosi sono i presenti a causa della legge Fini Giovanardi.
Ci siamo resi disponibili subito (per le nostre possibilità), a cercare di mitigare il disagio dello stato di chi vive all'interno, attraverso l'impegno per una rapida sistemazione del campo di calcio e non solo (un ampio spazio all'aria aperta, dedicato allo sport), e quello di trovare le risorse necessarie per diminuire le mancanze igieniche (saponi o altro) e anche quella di continuare nella azione della provincia accanto al carcere, attraverso l'ordine di casette di legno per i nidi di uccelli  , con cui i detenuti possono dedicare il loro tempo lontano dalle celle, lavorando  nella falegnameria dell'istituto di pena.
Forte comunque è stato un senso di grande oppressione presente in tutti , causato dal pensiero di come molti detenuti vivono sempre al limite di una qualsiasi forma di rispetto dei diritti umani.