Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola

domenica 28 agosto 2011

la" tassa" sui defunti a Mogliano Veneto


Una caduta di stile , classica ormai del Sindaco e di questa Giunta, quella di applicare una " tassa" per i defunti!
Eh sì,  proprio così.
Chi richiede il Centro Sociale per avere la possibilità di effettuare un rito funebre laico, è a tutti gli effetti obbligato al versamento di una somma al Comune , anche per salutare un proprio caro.
La morte di un congiunto è uno dei momenti di passaggio della vita più difficili ma anche più importanti.
Per questo, da sempre esistono i Riti Funebri: un modo per dare l’addio alla persona cara, per “lasciarla  andare” e consegnarla ai nostri ricordi e al nostro affetto.
Il funerale rappresenta anche un importante momento, per chi resta, per elaborare il proprio lutto, per trovare sostegno, conforto e spesso anche serenità nella vicinanza di parenti ed amici e nella condivisione di questo momento
Viviamo in uno stato laico dove ancor oggi riuscire ad organizzare un decoroso funerale civile è di grande difficoltà .
Esistono molte associazioni che da anni si stanno battendo affinché ogni Comune si doti di una idonea “Sala del commiato” , utilizzando per esempio cappelle in disuso o altri   luoghi dismessi ed adeguatamente recuperati per  tale scopo.
Ricordiamo che deve esistere una parola che si chiama  libertà di scelta su come morire e su come e da chi vogliamo essere accompagnati e salutati  in questo triste passaggio dalla vita alla morte.
Per secoli questo nostro innato bisogno di ritualità è stato per così dire monopolizzato dalle religioni, , ma anche per chi non ha un credo religioso resta fondamentale poter sottolineare i momenti di passaggio della propria esistenza “…con coerenza, calore umano e affetto, usando parole e musica che sono appropriate alle persone e alle vite celebrate, e senza riferimenti a libri sacri, religioni o superstizioni”.
Il Centro sociale di Mogliano , che viene utilizzato per i riti funebri laici , ci appare veramente inadatto ed inadeguato per un momento così drammatico e di grande impatto emotivo per chi vuole accompagnare un proprio caro, un amico , un conoscente  nel suo ultimo viaggio.
Non può essere un luogo adatto a conservare la memoria, il ricordo e i momenti profondi  un posto dove forse il giorno prima è stato effettuato un torneo di scacchi o di freccette o una manifestazione politica.
Come il rito funebre cattolico si  effettua  gratuitamente nei luoghi sacri che certamente mantengono quel senso di rispetto per un defunto, allo stesso modo la cerimonia laica deve poter essere svolta nel massimo rispetto sia nel luogo che  nella forma in uno spazio pubblico destinato a tale scopo .
L’idea che il nostro Sindaco vesta i panni di “Caronte” attraverso l’applicazione di un pagamento, di  una  tassa, ci appare francamente fuori luogo e contro il rispetto che si deve alla laicità dello stato.


Sinistra Ecologia Libertà
Circolo di Mogliano Veneto










lunedì 22 agosto 2011

Le Lucciole a Mogliano Veneto : un problema serio e delicato da affrontare non con la solita demagogia leghista


L’ estate 2011 sta vedendo attivo il contrasto alla prostituzione di strada   effettuato dalle forze dell’ordine su invito dei Sindaci. Leggiamo che il più attivo e solerte in questo senso è il sindaco del Comune di Mogliano, Giovanni Azzolini. Sono state effettuate forti sanzioni pecuniarie nei confronti dei clienti (500 euro) e  delle prostitute (100 euro).
Non c’è dubbio che questo sia un mercato florido che presenta una notevole offerta sulla strada di donne e uomini (trans) e con il numero di clienti in continuo aumento. E’ quindi un tema che non si può ignorare o far finta di non vedere.

Il disegno di legge del Ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, prevede che diventi reato solo la prostituzione esercitata all'aperto, e nessuna sanzione è prevista per il sesso a pagamento negli appartamenti.

L’obiettivo sarebbe quello di togliere la prostituzione dalla strada o, per meglio dire, dalla nostra vista, ma senza nel contempo sviluppare una politica di persecuzione verso coloro che traggono larghi profitti da tale business .

Negli ultimi anni , infatti, si è sviluppata molto la prostituzione in casa incoraggiata dai racket, che si rivolge ad un pubblico di clienti disponibili a pagare bene e che hanno voglia di discrezione, di essere, cioè lasciati in pace  da eventuali interventi delle forze dell’ordine e dalle ordinanze dei Sindaci che  (per far cassa) multano chi viene sorpreso. (Come è avvenuto di fatto durante questa estate lungo il Terraglio).

I provvedimenti messi in atto dai sindaci leghisti e le enunciazioni lanciate  periodicamente si traducono in ordinanze demagogiche per ottenere facili consensi su un tema di cui nessuno parla o ha voglia di approfondire.

A nostro parere  questo modo di gestire le cose non fa altro che fornire un grosso aiuto al racket della prostituzione. Ovvero, se vogliamo assumere il principio che comunque il fenomeno della prostituzione è ineliminabile (come spesso si sente dire soprattutto da parte della destra), allora si abbia il coraggio di affrontare razionalmente e responsabilmente il problema.

Così come stanno le cose ora, non sappiamo se le persone che si prostituiscono lo fanno per scelta o per costrizione, sappiamo solo che sono dentro ad una organizzazione che trae guadagno attraverso lo sfruttamento di corpi altrui.
 La proposta è regolamentare questo lavoro garantendo l’autonomia di chi vuole esercitarlo. Non basta dire, come fa il Sindaco Azzolini, servono “luoghi controllati” senza che ci sia a monte una normativa che garantisca  non solo l’autonomia di chi offre il proprio corpo ( necessaria per togliere la gestione alla criminalità),ma anche per regolarizzare la parte sanitaria e fiscale.

Bisogna togliere i regali che hanno ricevuto i racket fino ad oggi.

Nel contempo, però, è necessario attivare attraverso i Comuni progetti di protezione sociale, progetti di contrasto alla schiavitù e alla tratta delle donne, rifinanziamenti (a tutt’oggi tolti dal governo Berlusconi) alle case di accoglienza per le vittime di violenza.

Promuovere politiche educative nelle scuole e nelle agenzie di formazione sulla sessualità e sul rispetto dell’altro come persona.

L’aspetto della mercificazione sessuale deborda nella società dello spettacolo e della politica portando allo svilimento etico dell’idea della sessualità, alla convinzione che si può usare il proprio corpo per facili successi.
 Servono politiche che, partendo dal Governo Nazionale, non vadano verso la criminalizzazione della prostituzione, ma verso il reale perseguimento della tratta e dello sfruttamento a fini di lucro da parte della malavita organizzata.

Fiorella Fighera

Sinistra Ecologia Libertà
Circolo di Mogliano Veneto                              

venerdì 12 agosto 2011

Non si tocchi il "Summer Nite love Festival"


Non ci piace come vengono trattati i ragazzi della nostra città.
Non sono certamente orde di  vandali che passano le loro giornate ad imbrattare i muri o a devastare strutture cittadine.
Ci sembra anzi  il contrario .
Quando il Centro giovani era nel suo splendore , funzionava alla meraviglia ,era un posto delizioso dove regnava la cultura e l'aggregazione.
Ci si ritrovava , si suonava , si creavano eventi culturali , insomma era un volano di felicità e di colore della città.
Da quando è stato chiuso nulla è rimasto di quel bellissimo posto, anzi il degrado intorno è aumentato in maniera esponenziale.
Molti di quei ragazzi sono gli stessi che da anni organizzano un bellissimo evento  il " Summer nite festival" che non solo è riuscitissimo, ma è anche completamente autogestito e quindi non grava di un euro sui cittadini.
Dà spazio a nuove ed emergenti realtà musicali del Veneto e non solo.
Quindi un bellissimo festival musicale, anche di un notevole livello .
Gira  una voce che forse il prossimo anno l'evento sia a rischio, perchè si pensa che chi sta devastando il centro giovani , faccia parte di "fantomatici" centri sociali o di alcuni indignati o presunti tali , contrari alla nostra giunta dando colpa (del degrado del parco delle piscine e della annessa struttura) a chi partecipa al Festival.
Onestamente , noi denunciamo ogni tipo di comportamento vandalico, ma siamo anche noi " incazzati" con questa giunta e lo gridiamo ad alta voce. Se ci sono delle prove reali e non illazioni  sugli autori del degrado , si faccia chiarezza.
Colpire indistintamente nel gruppo, creando la solita caccia alle streghe è la consueta e demagogica politica leghista.
Chi non la pensa come loro è annoverato come problema per la città.
In una vera democrazia esiste il confronto dialettico e l'ascolto di tutti e non solo di quelli che appartengono ad una parte.
Ci auguriamo onestamente che sia la solita voce errata , perchè se fosse vero la cosa sarebbe molto grave  e risulterebbe come una ulteriore scelta errata di questa amministrazione.
Il  nostro sindaco  non riesce proprio a vedere che esistono  delle necessità diverse da quelle che forse conosce.
Mogliano è una città morta e grigia , dove ormai non esiste niente che possa essere definito con il termine aggregativo e culturale.
I ragazzi passano le loro giornate , camminando in un dormitorio : nessun luogo dove suonare, nessun luogo dove ballare, nessun luogo dove accedere ad internet gratis, nessun luogo dove si possa scambiare due semplici chiacchiere.
Solo bar e osterie. Ma è possibile che solo li bisogna incontrasi, non è riduttivo e forse anche leggermente nocivo alla salute ?
Allora invitiamo questa giunta a non avere il paraocchi e cercare di aprirsi alle esigenze dei cittadini che governa.
Lasciamo stare il " Summer Nite Festival" , anzi cerchiamo di incentivare le forme di cultura giovanile , perché e lì che la città deve puntare, e lì che esistono le nuove speranze del futuro .
Cerchiamo di non incolpare le nuove generazioni del degrado della città , perché è terribilmente sbagliato non credere in loro.
Comunque vada, Sinistra ecologia libertà è favorevole al " Summer nite festival"  e chiediamo cortesemente al sindaco di inserirci anche a noi tra i presunti vandali o tali...... ne saremmo orgogliosi

Luigi Amendola
Coordinatore 
Sinistra Ecologia Libertà

circolo mogliano veneto
8/08/2011


martedì 2 agosto 2011

Indecente scaricabarile e baruffe tra politicanti.


 Si faccia chiarezza in Consiglio Provinciale

Il confronto in atto tra il clan Sernagiotto e Muraro è una squallida lotta di potere, portata avanti tra colpi bassi, strumentalizzazioni e scorrettezze. E’ la politica peggiore.
Dalla quale possono emergere sprazzi di verità interessanti su come viene gestito il potere dalle nostre parti, ma che nell'insieme rappresenta una politica inutile e parassitaria rispetto ai problemi dei cittadini e del territorio.
Per questo ciò che ci sentiamo di dire è che non sono tutti come loro, e che si può fare politica in maniera diversa, perseguendo con serietà e coerenza il proprio impegno a rendere migliore e più giusta questa società e questo mondo.
Ne stiamo vedendo di tutti i colori. Potrebbe anche farci piacere vedere che oggi il consigliere provinciale Alessio De Mitri si ponga come critico nei confronti della Provincia e dei suoi sprechi. Forse si è convinto, nel corso degli anni, delle cose che dicevamo dai banchi dell’opposizione, non trovando mai né in lui, né in altri esponenti della maggioranza, risposte positive alle nostre richieste. Negli ultimi 5 anni abbiamo proposto, ad ogni bilancio di previsione, degli emendamenti tesi a togliere spese inutili, soprattutto per la comunicazione e la propaganda, per destinarli a cose più fruttuose per i cittadini, come ad esempio fronteggiare i costi sociali della crisi. La maggioranza ha sempre fatto silenzioso muro contro le nostre proposte. Gli unici distinguo di De Mitri dalla coalizione di maggioranza li ricordiamo sul tema degli inceneritori di Mogliano e Silea, sul quale De Mitri ha sempre dimostrato un atteggiamento benevolo verso i progetti di Unindustria.
Abbiamo contestato la nomina di un capo di gabinetto già nel 2008, quando fu nominato Luca Vettor. Perché già allora ritenevamo superfluo e costoso aggiungere una figura dirigenziale con funzioni etichettabili come “propaganda e pubbliche relazioni”. Con la stessa motivazione oggi contestiamo la nomina di Franca Tonello e la conseguente spesa a carico delle casse pubbliche provinciali di euro 128.264 annue. Siamo contenti che oggi anche il consigliere De Mitri si sia persuaso dell’inutilità della figura e proponga nel 2012 la sua scomparsa. Meglio tardi che mai.
In questa conversione alla sobrietà, ci piacerebbe che chi ha rivestito la carica di assessore provinciale, seppure per pochi mesi, e dunque ha vissuto dal di dentro i meccanismi di funzionamento della Giunta Provinciale, raccontasse di quanto personalmente ha potuto verificare, in termini di sprechi e cattiva amministrazione, e non giocasse a fare il consigliere neofita che chiede le carte per verificare gli sprechi.
Del resto, a richiamare la sua esperienza amministrativa ci ha pensato, con calcolata malizia, il presidente Muraro, che ha fatto intendere come, dietro lo scandalo sui servizi ai disabili chiesti a rimborso e non effettuati da parte di Amidevi, ci potesse essere una combine tra il livello politico e il livello amministrativo del settore sociale in Provincia, tenendo conto che entrambi erano in mano al clan Sernagiotto.
Il “Celentano” del PDL non si è tirato indietro, come al solito, dalle polemiche e dalla difesa a spada tratta dei suoi accoliti, e così siamo arrivati alle carte bollate, con il clan che denuncia per calunnia Muraro.
Da parte nostra riteniamo tutto questo uno spettacolo indecente. A partire da dove tutto è cominciato: la sceneggiata di chi vota un provvedimento, quello dell'aumento della RC Auto, prende la parola per dire che non è d'accordo, e poi si imbavaglia per fare un po' di spettacolo. Il bavaglio era del tutto fuori luogo perché nessuno ha impedito al consigliere De Mitri di prendere la parola e di dire la sua. Dunque non c'era nessuna censura da denunciare con quell'atto dimostrativo. Nessuno ha tappato la bocca a De Mitri, nessuno gli ha legato le mani impedendogli di esprimere con il voto il suo dissenso dall’aumento delle tasse ai cittadini trevigiani.
Noi abbiamo dimostrato che quell'aumento poteva essere evitato, vendendo le azioni Save e con altre azioni di risparmio che possono essere subito messe in opera. Se De Mitri non era d'accordo con l'aumento deciso da Muraro, poteva sostenere la nostra proposta alternativa e votare contro l'aumento, come hanno fatto tutti i gruppi di opposizione. Allora sì, avrebbe dimostrato capacità critica e spirito d'autonomia.
Altrimenti sono tutte pagliacciate, giochetti da teatrino della politica per lotte intestine al PDL, ripicche nei confronti della Lega per non essere stato nominato vicepresidente dell'ATER, come era nei patti, per lo sgambetto della Lega, e aver dunque perso un comodo posto in un ente carrozzone di emanazione regionale.
La richiesta di evitare sprechi nell'amministrazione pubblica non può essere un pretesto per altri giochi politici, da impugnare ogni tanto e quando fa comodo, e solo contro qualcuno. Deve diventare una prassi e una tensione costante in chi amministra. Invitiamo allora il neo moralizzatore De Mitri a spiegare al suo capo clan, che percepisce un rimborso spese netto di più di tre mila euro al mese per non usufruire dell'auto blu, che non può giustificarsi dicendo che fa tanta strada e deve cambiare spesso automobile, come ha fatto di recente. Si tratta di uno spreco orribile di soldi pubblici, e di un privilegio assurdo degli assessori regionali. Prima di chiedere alla Provincia di disdire gli abbonamenti a “Il Gazzettino” e a “La Tribuna di Treviso”, forse De Mitri farebbe bene a rivolgere la sua attenzione verso la Regione, visto che la conosce bene avendola frequentata a lungo come “collaboratore” di Sernagiotto.
Per quanto riguarda le indagini in corso sui casi Amidevi e Sphera, sarebbe bene che Muraro non utilizzasse strumentalmente le informazioni di cui può disporre per colpire chi gli sta dando dei problemi politici per aver comunque messo il dito nella piaga, quella dei costi superflui della sua Amministrazione. Si tratta di una questione grave e seria, e se ci sono sviluppi ne venga informato anzitutto il Consiglio Provinciale. Lanciare allusioni a mezzo stampa per colpire politicamente il clan non è un bel modo per dare risposta in primo luogo a chi doveva ricevere quei servizi sociali.
Tra le cose peggiori sentite in questi giorni sono le parole del segretario provinciale della Lega, talmente sconclusionate e prive di razionalità che non meritano neanche un commento. Se la prende, il Da Re, con le opposizioni e con il PD che non avrebbero controllato. Praticamente un delirio.
Davvero divertente, a questo punto, il giro dello scaricabarile su chi abbia la responsabilità del mancato o dello scarso controllo sui contributi alle associazioni. Secondo Muraro dovevano controllare gli assessori, secondo gli assessori dovevano controllare i dirigenti, secondo i dirigenti dovevano controllare i funzionari, secondo Da Re doveva controllare l’opposizione.
Chiederemo a questo punto come SEL che Muraro e il nuovo assessore alle politiche sociali riferiscano al Consiglio, tramite la commissione competente, sugli  sviluppi delle indagini e sui provvedimenti presi per evitare che in futuro si ripresentino situazioni come quella che ha dato origine al caso in questione. E si faccia chiarezza una volta per tutte sui contorni della vicenda e sulle responsabilità.

Luca De Marco
Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà