Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola

mercoledì 13 novembre 2013

Sinistra Ecologia Liberta' con i sindacati contro la legge di stabilita'

Sinistra Ecologia Libertà sostiene e condivide le ragioni della mobilitazione sindacale contro la legge di stabilità del governo Letta-Alfano. Auspica perciò la buona riuscita dello sciopero generale di domani, affinché si manifesti la necessità di un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali che questo governo, in linea con i precedenti, sta portando avanti. 
L’idea che dalla crisi si esca riducendo il numero, i diritti e gli stipendi dei lavoratori e tagliando i servizi, è un assunto ideologico che sta provocando sofferenze sociali enormi in paesi come la Grecia, senza risolvere i problemi della crisi e anzi aggravando l’ingiustizia sociale che sta alla base del momento difficile che il mondo e l’Italia stanno conoscendo da anni.
Fuori dall’Europa, il ciclo economico si sta riattivando positivamente grazie a massicci investimenti pubblici e a politiche espansive messe in atto dalle autorità centrali. L’Europa a guida conservatrice continua invece a restare invischiata in una politica di austerità che potrebbe portare alla disgregazione totale della intera costruzione europea.
La legge di stabilità del governo si muove tutta all’interno della logica di ristrettezza economica imposta dalla visione austerica, e i tentativi di marketing non possono nascondere la realtà di un intervento fiscale miserrimo a vantaggio dei lavoratori, che non ripaga dell’iva aumentata a ottobre né dei tagli sulle detrazioni fiscali, e che verrà certamente fagocitato dall’aumento della fiscalità locale, obbligato dalla situazione di strozzatura economica nella quale si continuano a tenere i Comuni. Non si intravvede nessuna misura di redistribuzione, che chieda alle pensioni d’oro e ai grandi patrimoni di contribuire al difficile momento del paese. E anzi si impoveriscono i lavoratori pubblici, si taglia sulla sanità, si creano ostacoli all’occupazione attraverso l’inasprimento del blocco del turn-over, si colpisce il potere d'acquisto dei pensionati.
In questa legge di stabilità il lavoro non è al centro, ma è messo sotto, schiacciato dalle logiche ragionieristiche che non tengono in alcun conto la vita reale delle persone e dal veto incrociato di forze politiche innaturalmente unite in un governo il cui unico scopo è chiaramente la salvezza di sé stesso e non del paese e dei suoi cittadini.
Quando invece la realtà di ogni giorno, guardiamo da ultimo al caso Electrolux, ci pone davanti tutta l’urgenza di avere un governo capace di assumere su di sé l’onere di indicare una via, e di metterci del proprio, affinché la parte pubblica non assista impotente alle dinamiche di mercato lasciate alla pura logica del massimo profitto, ma diventi protagonista di un nuova fase di intervento in economia, che ridìa al nostro paese una politica industriale, e lo faccia in maniera innovativa all’insegna della sostenibilità sociale e ambientale.

Per questo la legge di stabilità deve essere radicalmente cambiata in parlamento, e ovviamente non per introdurre nuove sanatorie fiscali o svendere le spiagge, ma per introdurre equità, alleviare la sofferenza sociale e attivare politiche virtuose di rilancio dell’attività economica attraverso la ripresa della domanda, pubblica e privata.

LDM

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