Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola

venerdì 18 gennaio 2013

IO CI CREDO


Di questi tempi ho notato che tra la gente c’è una sorta di scoraggiamento generale verso tutto ciò che riguarda non solo la sfera pubblica, ma molto più semplicemente verso l’ altro che ci sta vicino. Il passaggio fondamentale che non si riesce a superare e che crea il distacco è il credere e il dare fiducia, molto più sicure e accoglienti sono invece le grandi e calde braccia del disinteresse, del populismo, della generalizzazione e del sentirsi estranei rispetto a tutto ciò che ci circonda e che è altro rispetto alla nostra monotona quotidianità. Questa pigra repulsione non è altro se non il risultato di anni in cui siamo stati trattati come pubblico pagante di un raccapricciante show a cui non avremo voluto partecipare, spettatori passivi i cui compiti consistevano solamente nell’ascoltare, votare per poi tacere o sfogarsi direttamente al bar con gli amici. L’ arena della vita democratica è passata dalle piazze e dai luoghi di aggregazione ad uno sterile schermo o a delle inaccessibili stanze dei bottoni, delegittimando il cittadino del suo essere tale e anestetizzando la sua naturale inclinazione alla socialità e alla comunità, perché non aveva più spazi per esprimerla.
Nonostante tutto questo abbiamo ancora la possibilità di scegliere se accontentarci o se invece sia il caso di accettare quella che a tutti gli effetti è una sfida, dall’esito non prognosticabile e con mille insidie che ci aspettano lungo il percorso. Uniche risorse a disposizione per questo viaggio sono la fiducia, il servizio e l’ amore per il prossimo.
Io la mia scelta l’ ho presa esattamente un’ anno fa:  ho voluto stare con i più deboli, con gli immigrati, con gli omosessuali, con gli handicappati, con gli anziani soli, con i lavoratori in cassa integrazione e con quelli con già la lettera di licenziamento in mano; ho scelto che la donna sia soggetto e più oggetto nella nostra cultura,  che l’ economia sia al servizio della società e non viceversa, che le scuole diventino le fondamenta solide su cui costruire gli uomini del domani, che l’ ambiente sia trattato non come uno  zerbino su cui lasciare le nostre sporcizie ma come la scena dove si dovranno misurare i miei figli; lotto perché la cultura non sia vista come un’inerte monumento ai caduti da commemorare una tantum, ma bensì come pane indispensabile per sfamare gli ultimi.
Se mi chiedessero poi di sintetizzare questo che per me è stato uno dei passaggi fondamentali della mia vita non avrei dubbi: Sinistra. Qualcuno probabilmente mi additerà come conservatore, ma anche se fosse non credo al riformismo a tutti i costi, senza se e senza ma, i temi di cui vi ho parlato sono per me i cardini su cui basare la società del futuro. Il progresso senza i diritti viaggia verso il baratro dell’ autodistruzione.
Non credo alla politica del compromesso, alla cosiddetta moderazione, poiché questo dar da mangiare agli appetiti di tutti ha fatto sì che siamo l’ unico paese dove non esiste una legge contro l’ omofobia, dove c’è un sistema carcerario preistorico che inneggia l’ uomo al suicidio, dove c’è ancora chi muore di fame, dove gli immigrati se vogliono andare a curarsi possono essere denunciati dal medico, dove c’è una corruzione stimata in 60 miliardi l’ anno e dove l’evasione fiscale arriva a toccare i 120 miliardi, dove in parlamento possono andarci i mafiosi e dove invece i migliori cervelli vengono fatti marcire agli uffici di collocamento o esiliati con un biglietto di sola andata verso più lungimiranti nidi.
Ho deciso di non accontentarmi, di non buttare via il bambino con l’ acqua sporca, ho cioè cominciato a credere che esistesse una buona politica, in cui si mette se stessi a servizio di qualcun altro per il suo bene, molte volte sacrificando anche il proprio. Ho aderito a quello che non è solo un progetto, è il sogno di come vorrei fosse il mondo per i miei figli, per le persone a cui voglio bene e anche per quelle a cui non ne voglio.
Mi sono così innamorato di una donna meravigliosa, di cui già Dante ne scriveva le lodi: “Così dentro una nuvola di fiori che da le mani angeliche saliva e ricadeva in giù dentro e di fori, sovra candido vel cinta d’uliva donna m’apparve, sotto verde manto vestita di fiamma color viva”. Si chiama Italia.
Mi fido, amo, sogno e non ho paura per questo ho scelto Sinistra Ecologia E Libertà.


Giacomo Nilandi

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