Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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sabato 3 dicembre 2011

L’economia della povertà



Dicono a proposito del clima, che la vita e la salute di milioni di persone sono a rischio e vediamo come questo rischio sia già tragicamente reale. I nostri lungimiranti politici cosa ne pensano? Pensano che si deve continuare a incentivare il traffico automobilistico e il trasporto su gomma, investendo in grandi infrastrutture autostradali che richiedono immense colate  di cemento.

Dicono che la velocità con cui oggi avvengono i processi economici è paragonabile solo alla voracità che li ispira, che l’abbattimento di ogni garanzia è garantito dalla possibilità di raggiungere velocemente ogni angolo del mondo per scavalcare leggi e normative di tutela dei lavoratori e dell’ambiente. E i politici che fanno? Investono enormi risorse in costosissimi treni super veloci che sfrecceranno, sbeffeggiandoli, davanti agli stanchi pendolari accampati nelle stazioni d’Italia, in attesa di treni sporchi, fatiscenti e cronicamente in ritardo .
Dicono che il consumo di suolo ha raggiunto livelli allarmanti, tanto da spingere le grandi multinazionali ad accaparrarsi le terre dei paesi poveri (Land grab) e i nostri politici cosa propongono? Cemento, cemento e ancora cemento; capannoni, parcheggi, centri commerciali, strade, autostrade, svincoli e terze corsie (a quando le quarte?).
Dicono che il meraviglioso paesaggio italiano, nostra storica, preziosa, unica e inimitabile materia prima, è ridotto a brandelli a causa di appetiti speculativi e decennali conflitti di competenza, che annichiliscono l’art. 9 della Costituzione (la Repubblica (….) tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione). E i nostri politici, non contenti del disastro in atto, strillano sguaiatamente contro le competenze statali a tutela del paesaggio; dice Riccardi: «Non è possibile che un funzionario dello Stato, solo perché non deve rispondere a nessuno (e il riferimento va alla Soprintendenza) sia in grado di bloccare decine di opere e di investimenti”. Probabilmente quel residuo di sovranità costituzionale, impedisce di portare agevolmente a termine l’opera di squartamento di quello che una volta, con un po’ di sana invidia,  veniva chiamato “il Bel Paese”. Dall’editto del camerlengo Albani(1733) al concetto di Heimatshutz tedesco, la tutela del “volto amato della patria” (Ruskin e Croce) si dipana nei secoli per arrivare fino a noi, ai nostri costituenti. Un articolo, il 9, chiaroveggente, incastonato tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, ancor prima del ripudio della guerra e della bandiera nazionale. Esso racchiude in sè una consapevolezza storica circa la qualità di utilitas publica di un paesaggio unico al mondo,  per dote naturale e per quantità e qualità delle opere d’arte diffuse su tutto il territorio; un museo generale, una ricchezza immensa che sta per essere gettata in pasto ai costruttori.
Dicono che l’equilibrio idrogeologico è a rischio, che la nostra stessa vita è minacciata dalla protervia e dall’ignoranza di un governo del territorio che ha stravolto e  violentato fiumi e golene, colline e montagne. E i politici continuano a delirare di “unico sviluppo possibile”, a straparlare di “piattaforme logistico- operative”, e a vomitare progetti da anni sessanta.
Dicono che non ci sono soldi per rendere le scuole luoghi sicuri, dove in nostri figli possano imparare ad affrontare la vita senza il rischio di perderla a causa di un crollo improvviso; non ci sono soldi per l’assistenza degli anziani e dei disabili, per curare al meglio tutti coloro che non possono ricorrere a cure private, non ci sono soldi per curare le ferite inferte al territorio e all’anima della gente che vive sempre più ai margini del grande banchetto. E i nostri politici cosa fanno? Inneggiano alle grandi infrastrutture, ai project financing, che è solo uno dei tanti imbrogli escogitati per aprire il varco a fiumi di denaro pubblico, verso le tasche dei soliti noti.
Dicono che le guerre hanno un prezzo altissimo in risorse e in sangue umano e che non portano mai nulla di buono alla povera gente che ne sostiene i costi o ne subisce le devastazioni o entrambe le cose. E i nostri politici come rispondono? Stanziando miliardi di euro per armi da attacco (ben 131 cacciabombardieri F 35, 5 Eurofighter, 10 fregate navali, 100 elicotteri da guerra, auto Maserati blindate per i generali, missioni all’estero…) ed elogiando e finanziando le evoluzioni machiste di altri cacciabombardieri, piroettanti e sbuffanti come tragiche parodie della guerra reale.
Dicono che la gente si sta impoverendo alla velocità della luce, che in vent’anni una ricchezza immensa è migrata dai redditi da lavoro ( che l’hanno prodotta), verso le rendite (che non producono nulla), che il potere di acquisto dei lavoratori si è ridotto al lumicino, deprimendo un’intera economia basata sul consumo a oltranza. E i nostri politici che fanno? Essendoci poco più da spremere, pena la rivolta sociale, allungano il periodo lavorativo e cancellano un secolo di conquiste, declamando senza pudore: PRODUCI, CONSUMA E CREPA!
Dicono che la corruzione di politici ed amministratori ha raggiunto livelli pantagruelici, che l’evasione fiscale costa, agli italiani che pagano le tasse, cifre spaventose e che la malavita non rappresenta in realtà una distorsione, bensì una parte funzionale di questo sistema, utile per creare immense ricchezze e fondi neri necessari per l’opera sistematica di  “ammorbidimento e di ungitura”,  dei gangli della pubblica amministrazione. E i nostri politici come reagiscono? Gettando il discredito, procedendo al ridimensionamento, alla destrutturazione ed infine alla dismissione della struttura pubblica, (compresa quella della magistratura che indaga sulle loro malefatte); salvo creare un numero sempre maggiore di super manager e direttori, sempre più super pagati, feroci con i loro sottoposti ma proni a tutti i poteri forti e servi delle varie lobby; salvo creare voracissimi mostri pubblico- privati (le SPA pubbliche) lasciando loro campo libero e scatenando un gigantesco arraffa arraffa sui beni comuni più preziosi, salvo riprendere poi in carico (nostro) queste ibride creature, allorquando esse provocano voragini debitorie e ferite sociali.
Dicono che le banche e la finanza sono la causa prima del disastro a cui assistiamo… e i nostri formidabili politici cosa fanno? Le ricapitalizzano, ovvero regalano loro fiumi di denaro pubblico, per poi rimpolpare le vuote casse pubbliche a spese della povera gente che, a sentir loro, ha vissuto “al di sopra delle proprie possibilità.  Dulcis in fundo, fanno omaggio della sovranità  (che non è loro ma del popolo), alle banche e perché no, anche al Vaticano, che con le banche e con i potenti, ha sempre avuto ottimi rapporti
Ebbene, questi che dicono, dicono da un bel pezzo e, purtroppo, finora, hanno avuto ragione. I nostri politici invece hanno sempre negato le nefaste conseguenze di un sistema dove i destini dell’umanità vengono decisi dai mercati. Eppure sono sempre loro e non quelli che avevano predetto il disastro, a decidere le “soluzioni”. Non ne può venire nulla di buono per noi, nell’economia della povertà.

Ira Conti

domenica 27 marzo 2011

La guerra: chi ci guadagna? E..cosa si rischia?

All'alba di una nuova guerra, questa, contro la Libia, mi sono chiesto: "cosa sta succedendo?". Insomma, dopo le guerre in Afghanistan e Iraq, l'America, sull'onda del rifiuto del bellicismo e delle richieste sempre più pressanti di ritiro dei contingenti militari in quei luoghi, ormai vespai di guerre civili, aveva eletto Barak Obama, che aveva promesso di consegnare la guerra al passato, per sempre.
E ora?
Ora, trascinati da un folle Sarkozy in preda alla crisi di consensi elettorali (e in vista delle elezioni politiche), ci ritroviamo una pioggia di missili americani e canadesi sulla testa di Gheddafi e dei suoi bunker, ma soprattutto, per quanto "intelligenti" possano essere le bombe, sulle teste dei civili libici, sempre più travolti dagli interessi che stanno dietro questa guerra.
Interessi? Petrolio e metano, ovviamente, ma non solo! La voce che si fa più insistente, a metà tra i complottismi fantasmagorici del New World Order e le superstizioni maya sulla fine del mondo, è quella che l'industria bellica americana (e mondiale), ABBIA BISOGNO DI GUERRE per smerciare tutte le armi che si ritrova stoccate nei suoi magazzini.
Ed in fondo, chi insegnò l'arte bellica ad Al Qaeda? Chi vendette le armi a Saddam? E a Gheddafi? E' noto che nelle loro mani violente stringono armi americane, ma anche italiane.
Ecco quindi che non è così assurdo pensare che le guerre nascano perchè c'è bisogno di farle, anche perchè quelle famose armi di distruzione di massa (in Iraq) non si trovarono mai; rimane quindi da chiederci cosa si rischia.
Se siamo in mani a potenze più o meno nascoste che sono in grado di fatto di orientare la politica internazionale sui loro interessi, cosa impedirà loro di innescare un'altra crisi militare, o anche solo economica?

Infine volevo spendere due parole sulla "fortuna" del governo Berlusconi.
Immaginate un governo allo sbando, la cui incapacità funzionale è stata palesata in ogni suo recondito anfratto, sbugiardato da tutti sotto l'onda del malgoverno e del malcostume, ormai all'orlo del baratro, dopo mesi di accanimento terapeutico...trova un salvatore: la guerra.
La guerra, di fatto gestita in maniera decorosa dal ministro la Russa (che tronfio nel suo volto luciferino riferisce a Santoro su come egli abbia impedito che l'Italia si unisse ai bombardatori, ritagliandole invece un ruolo di prestigio, quello di distruggere i radar del Rais, e una capacità mediatoria per il dopo), ha ridato un ruolo, seppur apparente, all'Italia sul piano internazionale (col comando delle operazioni navali in Libia) e allora Frattini, il ministro fantasma che riferì in paralmento solo per la villa di Gianfranco (Fini), può fare la voce grossa e mettere i bastoni fra le ruote alla Francia, già zoppa di suo (in quanto la proposta di ergersi al di sopra della Nato è decisamente irricevibile a livello internazionale) e di prospettare un Berlusconi ora (finalmente) muto in vista di un ruolo eminente nella futura ricostruzione diplomatica con la nostra "ex-colonia".
In più la guerra ha dato improvvisamente corpo, anima e volto al fantasma evanescente dell'immigrazione, usato come bandiera dalla Lega, ma dato per morente di fronte ai più urgenti temi del lavoro e dell'impoverimento generale; ora, quello che è un inedito e inaudito moto libertario che sta dirompendo in tutto il nordafrica (ps: adesso anche la Siria è in rivolta, fateci caso), si sta trasformando in un inaspettato periodo di vacche grasse per il popolo verde.
Lampedusa si riempie di profughi, i CPT sono stracolmi in ogni parte d'Italia, "è finalmente emergenza" avrà detto Bossi al Trota, e allora potranno riempirsi la bocca di grandi parole: "abbiamo affrontato un esodo biblico", "abbiamo gestito la guerra", "abbiamo normalizzato la situazione", quando probabilmente, come successe per l'Aquila e per i rifuiti di Napoli, così non sarà, ma ovviamente, a Carnevale e in campagna elettorale ogni scherzo vale! 

Tristezza.

By, Bello Andrea.

lunedì 21 marzo 2011

La pace pestata con i piedi

Ieri mattina , nel nostro gazebo domenicale in piazza, oltre che le nostre bandiere compresa quella italiana , è stata " appiccicata " con lo scotch sul tavolo la bandiera della Pace e siccome toccava per terra , la nostra compagna Michela mi ha detto : attento così la gente la pesta con i piedi.
La pace pestata con i piedi , ecco cosa sta accadendo in questi giorni e ci preoccupa tanto.
Certo , qui c'è il sole, il mercato aperto , la gente che passeggia serenamente per la città.
Tutto quello che sta accadendo è lontano , non si riesce a percepire se non attraverso i media e questo ci preoccupa  perché quello che accade sembra  qualcosa che non ci appartiene , perché  non è vicino  al nostro vivere quotidiano, anzi come direbbe qualcuno di qui , sono nord africani .... Invece l'italia è praticamente in guerra contro la Libia e assurdamente non è stata nemmeno la prima a decidere, ma vigliaccamente si è accodata alla Francia e nemmeno sotto il comando ONU.
Non capiamo l'atteggiamento che anche alcune forze di sinistra , hanno immediatamente manifestato votando a  favore dell'intervento militare.
Non capiamo , l'atteggiamento assurdo che anche la Lega sta avendo , preoccupata non delle conseguenze come  numero di morti e feriti  , ma solo quello di una eventuale invasione di povera gente che fugge da una tragedia che vede l'Italia , in prima fila; cioè noi attacchiamo la Libia e poi ci preoccupiamo dell'arrivo di chi naturalmente vuole fuggire dalla guerra che noi stessi stiamo attuando.  Oggi il governo si impegnerà per rendere Lampedusa pronta per la stagione estiva. Niente o quasi rispetto alle condizioni igieniche dei rifugiati che sono stipati in un centro di accoglienza per sole 800 persone e ora sono quasi 3000. Immaginate cosa significa vivere in quelle condizioni per anziani , madri con i loro figli.
Erano mesi che Sinistra Ecologia Libertà denunciava l'atteggiamento che il dittatore Gheddafi , aveva nei confronti del suo popolo, erano mesi ed unici nel panorama politico italiano, sensibili alle richieste del popolo libico che voleva ribellarsi alla dittatura.
Erano mesi che SEL non solo denunciava questa situazione , ma anche altre situazioni in altri stati i cui governi dittatoriali reprimevano i diritti minimi dei loro popoli.
Era l'anno scorso , quando andando a Roma , sono passato accanto ad una immensa tendopoli , con attorno centinaia di belle ragazze con un libro in mano. Sul momento ho pensato ad un nuovo Circo , mi sono fermato ed ho chiesto ad un vigile urbano che candidamente mi ha risposto :" è arrivato Gheddafi a trovarci, mi scusi ma deve levarsi dalla strada che si sta creando una coda enorme di automobili, e tutti quanti si fermano increduli e curiosi a pormi la stessa domanda".
Ecco ricordiamoci anche lo squallido " baciamano " di Berlusconi nei confronti del dittatore.
Nei prossimi giorni , ci mobiliteremo perché noi  siamo contro la guerra, e lo diremo a chiara voce a tutte le persone che incontreremo in piazza  e che si deve combattere per la pace , facendo si che il nostro governo si dichiari a favore di un immediato cessate il fuoco, e che ci si attivi subito per portare aiuto concreto ai profughi che non sono merce , ma esseri umani.

Luigi Amendola
Coordinatore
Sinistra Ecologia Libertà
Mogliano Veneto