Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
Visualizzazione post con etichetta sinistra ecologia libertà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sinistra ecologia libertà. Mostra tutti i post

giovedì 21 febbraio 2013

Lavoro,dignità e diritti


mercoledì 11 luglio 2012

"Piano Città "


 E’ ormai facilmente verificabile che le “soluzioni” date fin’ora al problema della riqualificazione urbana e della ripresa del settore delle costruzioni non hanno prodotto alcun effetto positivo.
Quindi sollecitiamo un profondo cambiamento alla filosofia operativa fin’ora proposta, un “cambiamento di rotta” che dia i risultati che le città attendono per riprendersi dalla crisi ambientale, sociale, culturale, economica che le investe.
Buone proposte  possono essere quelle riguardanti la riqualificazione  degli edifici scolastici ( con la relativa messa in sicurezza), piani di housing sociale, gli “incentivi per convertire l’attuale patrimonio in edifici ad alta efficienza energetica”, gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie.
Ma per avviarci su una strada che non ricalchi errori già compiuti, illusioni e vane attese, occorre una visione organica che si liberi dall’episodicità di interventi privi di un disegno coerente e di una strategia che affronti la complessità dei sistemi urbani.
Queste affermazioni trovano riscontro nei dati del CRESME e dell’Agenzia del Territorio:
 alloggi invenduti, disponibilità sempre decrescente delle famiglie a nuovi acquisti di case, scarsa propensione delle Banche a concedere mutui in presenza di instabilità economica e precarietà del posto di lavoro soprattutto per i giovani. Sarebbe improvvido forzare ancora gli italiani ad indebitamenti insopportabili per l’acquisto di case (abbiamo il livello di proprietà fra i più alti d’Europa e del mondo). Sarebbe invece opportuno incentivare fortemente, approfittando del momento congiunturale, la locazione, premiando fiscalmente i soggetti che la praticano. Un alloggio in locazione a prezzi calmierati darebbe risposta a quella domanda inevasa di edilizia sociale che in questo momento è particolarmente richiesta da milioni di famiglie in difficoltà economiche. Gli Amministratori, soprattutto nelle grandi città, si trovano quotidianamente di fronte al dramma di famiglie che non sono in grado di onorare gli impegni assunti con un mutuo o con un contratto d’affitto. Gli sfratti per morosità sono aumentati dal 2006 ad oggi del 64 % e i pignoramenti hanno raggiunto il massimo storico.
 Di fronte ad un panorama che vede decine di imprese edili in forti difficoltà, è necessario attivare una nuova strategia che non punti sull’aumento di metri cubi in città già sature di cemento, ne sull’ulteriore consumo di suolo in territori già devastati dallo sprawl edilizio bensì a:
 a) risanare il Territorio con opere di prevenzione dai rischi idrogeologici. Gli eventi naturali sempre più frequenti, producono una accentuazione del danno a causa dell’uso sconsiderato della risorsa suolo. Accanto a norme anche nazionali che regolamentino la pianificazione degli insediamenti nelle aree a rischio, deve diventare una prassi costante l’erogazione di finanziamenti destinati alla cura e salvaguardia del territorio in modo da dare anche alle imprese la possibilità di programmazione
b) mettere a norma gli edifici dai rischi sismici e attivare controlli a campione sulle costruzioni a partire dalle scuole primarie e della prima infanzia
c) fognature, reti idriche, risanamento di siti inquinati da discariche abusive sono provvedimenti che, già previsti per il Sud, dovrebbero essere estesi a tutto il Paese
d) attivare una politica per il risanamento delle periferie che non punti su nuove costruzioni ma sulla dotazione di servizi, di parchi urbani, di spazi aperti destinati alla vita di relazione e alla socialità
e) Investire nella CITTA’PUBBLICA è il primo obiettivo senza il quale nessun rilancio delle città può avverarsi. Gli spazi urbani destinati alla cultura, alla ricerca, alla socialità, al benessere degli abitanti attraverso polmoni di verde costituiscono un importante passo verso la rigenerazione ambientale e sociale
f) Incentivare l’uso di materiali ed eco-tecnologie che aumentino il risparmio energetico e promuovano l’uso di energie alternative
g) affrontare il problema dell’utilizzo degli edifici vuoti, anche di recente costruzione, invenduti a causa della crisi. Un piano per il loro recupero, anche attraverso l’acquisto a prezzi non superiori a quelli stabiliti per l’ERP, salverebbe imprese dal fallimento e darebbe ai Comuni alloggi in rotazione anche da utilizzare per i trasferimenti necessari agli interventi di ristrutturazione urbanistica. La prevista eliminazione dell’IVA potrebbe dare un certo respiro e facilitare l’immissione sul mercato di alloggi a canone concordato
h) usare le aree demaniali come una preziosa grande riserva da destinare al risanamento delle città in termini di bellezza, efficienza, salute , democrazia, attraverso la creazione di una consistente presenza di spazi destinati alla cultura, alla ricreatività, alla socialità, al verde, evitando di considerare queste aree, non pezzi vivi di città, ma solo merce per fare quattrini
i) favorire il trasporto pubblico con mezzi non inquinanti, veloci, economici che rendano accessibili a tutti, tutti i luoghi della città
l) rivitalizzare i centri storici con il mantenimento dei vecchi residenti contribuendo finanziariamente ad opere di risanamento delle abitazioni e mantenendo le botteghe attraverso provvedimenti che regolamentino l’assurdo incremento di affitti insostenibili per la maggior parte delle piccole attività commerciali
 Pensare di risolvere il problema delle città con l’allentamento delle regole urbanistiche ed edilizie, l’aumento di cubature, la deregulation e interventi a pioggia senza una linea di azione che indichi gli obiettivi da perseguire, porterà ad esiti di corto respiro, incapaci di avviare un percorso innovativo come richiesto dalle sfide che il III millennio consegna alle città di tutto il mondo.
Il precedente Piano Casa ha dimostrato l’infondatezza di queste aspettative e la scarsa sensibilità sia riguardo alla qualità urbana già molto, troppo compromessa, che all’autonomia delle Regioni e dei Comuni che hanno la sovranità nella pianificazione dei loro territori.
Ma la cantierabilità e il co-finanziamento non possono essere considerati gli unici paradigmi del Piano Città. Va invece affrontato il problema del Patto di Stabilità che rende difficile ai Comuni il pagamento di opere già eseguite anche in presenza di risorse finanziarie a queste destinate e va reso più agevole ai Comuni il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti
I progetti di co-finanziamento dovrebbero essere, non eventi sporadici, sparsi in modo estemporaneo nel territorio nazionale, ma venir guidati da un disegno strategico volto a consolidare la Città, Pubblica, ad aumentare la dotazione di spazi verdi, a risanare il territorio, a rendere le periferie più sicure, più belle, accoglienti e inclusive.
Nota per il Ministro Passera e Viceministro Ciccia sul Piano città dagli amministratori di Sel e indipendenti
tratto dal Forum SEL BETA  Beni Comuni Energia Territorio Agricoltura

venerdì 22 giugno 2012

Emendamenti di Sinistra Ecologia Libertà al Bilancio 2012 della Provincia



Il Consiglio Provinciale che si riunirà il giorno 28 giugno 2012 avrà al suo primo punto l'esame e l'eventuale approvazione del Bilancio di previsione  dell’anno corrente ed il pluriennale 2012 -2014 insieme ad altri documenti allegati tra cui il Piano Opere Pubbliche. 

Manifestiamo una profonda delusione e denunciamo come grave inadempienza  la totale assenza  della somma necessaria  per l'ampliamento del Liceo “ Giorgione “ di Castelfranco Veneto . Si tratta di  un intervento pubblico urgente e prioritario ormai da anni, in quanto l’attuale  struttura è ormai fatiscente. Possiamo dire che per nostro merito il problema è stato spesso portato all’ attenzione  sia dell'Assessore alla Edilizia Scolastica che al Presidente Muraro , come una delle opere principali di intervento da inserire nella programmazione triennale dell'Ente .
Tante promesse sono state fatte , anche sulla stampa, ma nulla di concreto è stato mai attuato . Crediamo che Gli studenti del Liceo per molti anni saranno costretti ancora a vivere una grande situazione di disagio. Di sicuro continueremo a lottare affinché si ponga la parola fine a questa vergogna.


Il Bilancio anno 2012 ci appare alquanto lontano dalle vere esigenze dei cittadini trevigiani , lontano dalla realtà che ci circonda.

Un bilancio teso semplicemente a far "apparire "la Giunta Lega Pdl , capace di governare la nostra Provincia, ma concretamente ed esclusivamente concentrato , in via prioritaria , sulla prosecuzione della solita e spesso noiosa attività di propaganda sulle ben poche e spesso inesatte virtù del governo della Provincia di Treviso.


Le vere bellezze della nostra provincia sono ben altre e le difficoltà da affrontare anche a causa di un lungo mal governo , sono tante.

Una provincia in cui abbondano problemi di difficoltà economica reale delle famiglie, una disoccupazione viva e presente e non molto distante come percentuale  da quelle di altre province italiane.

Un territorio, il nostro, dove i giovani vivono, come molti loro coetanei di tutta italia , il dramma e l'incertezza di una precariato diffuso e di un futuro difficile.

Un territorio che  vanta ben altri record, tra cui quello dove esistono un grandissimo numero di cave la cui attività estrattiva per anni è stata ed è ancora una grande entrata economica per la Lega, a scapito della sicurezza e bellezza del nostro territorio e dove ormai il cemento e l'asfalto sono diventati il paesaggio grigio più frequente .

A queste realtà  si è invece continuata in una politica nella gestione della marca trevigiana , rivolta molto spesso a mantenere un " potere " quasi precostituito e blindato da anni di guida Lega e Pdl , che di fatto ha reso la Provincia di Treviso un ente percepito dai cittadini " inutile e costoso" , quando poi, lo stesso, potrebbe avere delle funzioni nettamente diverse e soprattutto aperto alle vere esigenze di un territorio ormai ferito e che non sarà mai più come prima.

A tal proposito abbiamo fin dall'inizio proposto alla Giunta provinciale una serie di problemi “ vicini “ ai cittadini che devono vedere nella Provincia un Ente sempre al loro fianco. Fino a quando l'ente provincia esisterà , continueremo nella nostra attenta e precisa denuncia dei veri sprechi insieme ad una innata attenzione per i più deboli, i cittadini in difficoltà e nella strenua difesa del territorio dove viviamo , contro la rendita finanziaria che con la sua svendita produce.

I nostri  sei emendamenti che presenteremo al Bilancio ,  cercheranno di porre la massima attenzione verso chi è in difficoltà economica a causa della evidente crisi che ci circonda e ponendoci anche come problema (non di poca importanza)  la sicurezza di migliaia di cittadini che usano la bicicletta come mezzo principale, cercando anche con il relativo incentivo all'uso di tale mezzo , a contribuire a migliorare la nostra salute.
Quattro  emendamenti, saranno presentati per la costituzione immediata di un FONDO ANTICRISI da dedicare alle persone con evidenti problemi di povertà . Una somma di 220 mila euro da mettere a disposizione immediatamente per i poveri della nostra Provincia , attingendo alle spese legali, a quelle della comunicazione e alla quota di adesione che la Provincia paga all'associazione Leghista degli Enti Locali (CONORD) . Inoltre punteremo su un aumento delle sanzioni derivanti dalla attività di Cava e da quelle derivanti dalla violazione del codice della strada;


Un  emendamento sarà presentato per la costituzione di un FONDO PER IL MICROCREDITO il cui scopo sarà quello di aiutare lavoratori , pensionati , disoccupati e famiglie nella condizione di affrontare spese urgenti e spesso non previste ( spese sanitarie, affitto di casa, rette scolastiche etc) , attraverso l'erogazione di piccoli prestiti “ sociali “ con una restituzione in piccolissime rate e con una durata di due o tre anni e senza alcun interesse o garanzia da presentare. La somma prevista è di 50 mila euro per l'anno 2012  ricavabile tramite un auspicato aumento delle sanzioni amministrative in materia di tutela ambientale.

Ultimo, ma non meno importante, è un emendamento per far installare sulle strade provinciali , una idonea cartellonistica stradale per porre maggiore attenzione ai ciclisti che percorrono le strade insieme ad una campagna che incentivi l'uso della bicicletta come mezzo prioritario per i piccoli e medi spostamenti .
La somma prevista sarà di circa 30 mila euro e prevediamo che la Provincia la possa trarre dall'aumento delle sanzioni sullo smaltimento dei rifiuti .

L 'intero pacchetto di emendamenti se approvati , porterà ai cittadini trevigiani in evidente difficoltà , la somma totale di :

66o mila euro per il fondo Anticrisi
15o mila euro per il Microcredito

mentre per quanto attiene la sicurezza dei ciclisti , 90 mila euro in tre anni.

 


Gruppo Provinciale Sinistra Ecologia Libertà Treviso





mercoledì 13 giugno 2012

Reddito Minimo Garantito : la Proposta di Legge di Sinistra Ecologia Libertà


Proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Reddito Minimo Garantito 

Art. 1.
                                                (Istituzione del reddito minimo garantito)
1. Al fine di dare attuazione al diritto fondamentale sancito dall’articolo 34 della Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea e ai principi di cui agli articoli 2, 3, 4 e 38 della Costituzione è
istituito il reddito minimo garantito.
2. Il reddito minimo garantito ha lo scopo di contrastare la marginalità, garantire la dignità della
persona e favorire la cittadinanza, attraverso l’inclusione sociale per gli inoccupati, i disoccupati e i
lavoratori precariamente occupati, quale misura di contrasto alla disuguaglianza e all’esclusione
sociale nonché quale strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico,
all’inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nella società e
nel mercato del lavoro.
3. Le prestazioni del reddito minimo garantito costituiscono livelli essenziali concernenti i diritti
sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’art. 117, comma 2,
lettera m) della Costituzione.
4. Entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge è emanato un regolamento
d’attuazione ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri.
                                                                              Art. 2.
(Definizioni)
1. Ai fini di cui alla presente legge si intende per:
a) «reddito minimo garantito»: quell’insieme di forme reddituali dirette ed indirette che mirano ad
assicurare un’esistenza libera e dignitosa; le forme reddituali dirette consistono nell’erogazione di
somme di denaro, quelle indirette nell’erogazione di beni e servizi in forma gratuita o agevolata da
parte di Stato, Enti territoriali, enti pubblici e privati convenzionati;
b) «centri per l’impiego»: le strutture previste dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469;
c) «nucleo familiare»: l’insieme delle persone che dividono una medesima abitazione che,
indipendentemente dalla composizione anagrafica, formano una relazione di coniugio o del tipo
genitore-figlio;
d) «lavoratori autonomi»: i lavoratori che prestano attività lavorativa senza vincoli di
subordinazione e che sono titolari di partita IVA;
e) «lavoratori a tempo parziale»: i lavoratori che prestano attività di lavoro subordinato con un
orario di lavoro inferiore a quello normale individuato all'articolo 13, comma 1, della legge 24
giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni, o l'eventuale minor orario normale fissato dai
contratti collettivi.
Art. 3.
(Reddito minimo garantito)
1. Il reddito minimo garantito, quanto alla forma reddituale diretta, consiste nella erogazione di un
beneficio individuale in denaro pari a 7200 euro l’anno, da corrispondere in importi mensili di 600
euro ciascuno, rivalutate annualmente sulla base degli indici sul costo della vita elaborati
dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT).
2. La persona ammessa a beneficiare del reddito minimo garantito riceve altresì un contributo
parziale o integrale per fronteggiare le spese impreviste, secondo i criteri e le modalità stabilite dal
regolamento d'attuazione di cui all'articolo 1, comma 4.
3. Le somme di cui al comma 1 sono ricalcolate secondo i coefficienti di cui all’allegato A, in
ragione del numero dei componenti del nucleo familiare a carico del beneficiario.
4. L’erogazione in denaro del reddito minimo garantito, per ogni nucleo familiare, è pari alla
somma di cui al comma 1, maggiorata secondo i coefficienti di cui all’allegato A. Il regolamento
d’attuazione di cui all’articolo 1, comma 4 disciplina le modalità di erogazione in presenza di
minorenni o di più aventi diritto all’interno del nucleo familiare, assicurando il principio di pari
trattamento tra i coniugi e tra tutti gli aventi diritto.
5. Le prestazioni di cui al comma 1 non sono cumulabili dai soggetti beneficiari con altri trattamenti
di sostegno al reddito di natura previdenziale, ivi compresi i trattamenti di cassa integrazione,
nonché con gli altri trattamenti assistenziali erogati dallo Stato indicati dell'elenco di cui all'allegato
B.
6. Le prestazioni previste dal comma 1 sono personali e non sono cedibili né trasmissibili a terzi.
7. Le funzioni amministrative di cui alla presente legge, tenuto conto dei criteri di sussidiarietà,
differenziazione e adeguatezza, sono attribuite ai centri per l’impiego. La domanda di reddito
minimo garantito va presentata al centro per l’impiego del luogo di residenza del richiedente. Il
centro per l’impiego acquisisce la documentazione necessaria e provvede nel termine di dieci
giorni. In caso di mancata risposta la domanda si intende accolta, fatta salva la facoltà di revoca del
beneficio in caso di adozione tardiva del provvedimento di reiezione della domanda. Il regolamento
d’attuazione di cui all’articolo 1, comma 4 disciplina le modalità di presentazione, anche telematica,
delle domande e stabilisce gli ulteriori compiti dei centri per l’impiego.
Art. 4.
(Soggetti beneficiari e requisiti)
1. Sono beneficiari del reddito minimo garantito coloro che, al momento della presentazione
dell’istanza per l’accesso alle prestazioni di cui all’articolo 3, siano in possesso dei seguenti
requisiti:
a) residenza sul territorio nazionale da almeno ventiquattro mesi;
b) iscrizione alle liste di collocamento dei centri per l’impiego, salvo che si tratti di lavoratori
autonomi, di lavoratori a tempo parziale, oppure di lavoratori che hanno subito la sospensione della
retribuzione nei casi di aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari ai sensi
dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53;
c) reddito personale imponibile non superiore ad 8 mila euro nell’anno precedente alla
presentazione dell’istanza;
d) reddito del nucleo familiare in cui il soggetto richiedente è inserito non superiore all’ammontare
stabilito dal regolamento d’attuazione di cui all'articolo 1, comma 4. Il regolamento opera un
ragionevole bilanciamento tra il carattere individuale dell’attribuzione e criteri di equità e
solidarietà sociale;
e) non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico;
f) non essere in possesso a livello individuale di un patrimonio mobiliare o immobiliare superiore a
quanto stabilito dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 1, comma 4. Il regolamento assicura
che nella determinazione della soglia patrimoniale oltre la quale si perde il diritto al reddito minimo
garantito non si tenga conto della titolarità della casa di prima abitazione, né degli altri beni mobili e
immobili necessari alla soddisfazione dei bisogni primari della persona, come indicati dall'art. 5,
comma 2.
Art. 5.
(Compiti delle regioni e degli enti locali)
1. In sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e successive modificazioni, sono definite, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le linee guida per il riconoscimento e l’erogazione di prestazioni di reddito minimo
garantito nelle forme dirette e indirette, ulteriori e aggiuntive rispetto a quanto previsto dall’art. 3.
2. Le linee di guida di cui al comma 1 stabiliscono le modalità con cui:
a) garantire la circolazione gratuita, previo accordo con gli enti e con i soggetti privati interessati,
sulle linee di trasporto pubblico locale e regionale su gomma, rotaia e metropolitane;
b) favorire la fruizione di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo;
c) contribuire al pagamento delle forniture di pubblici servizi;
d) garantire la gratuità dei libri di testo scolastici;
e) erogare contributi per ridurre l’incidenza del costo dell’affitto sul reddito percepito nei confronti
dei soggetti beneficiari di cui all’articolo 4, titolari di contratto di locazione;
f) garantire la gratuità delle prestazioni sanitarie;
g) erogare somme in denaro aggiuntive rispetto a quelle di cui all’articolo 3, tenuto conto delle
particolari esigenze di protezione e sostegno nei differenti contesti territoriali.
3. Le regioni che intendono partecipare al raggiungimento degli obiettivi definiti nelle linee guida di
cui al comma 1, di concerto con i comuni e gli enti locali, stabiliscono un piano d’azione annuale e
un piano d’azione triennale, nel quale definiscono la platea dei beneficiari e il contenuto dei diritti
da garantire che eccedono i livelli essenziali di cui all’articolo 3.
Art. 6
(Durata del beneficio e obblighi del beneficiario)
1. Il provvedimento di concessione del reddito minimo garantito ha una durata di dodici mesi. Alla
scadenza del periodo indicato il beneficiario che intenda continuare a percepire il reddito minimo
garantito è tenuto a ripresentare la domanda al centro per l'impiego competente con le modalità
stabilite dal regolamento d'attuazione di cui all'articolo 1, comma 4.
2. Il beneficiario è tenuto a comunicare tempestivamente al centro per l'impiego, con le modalità
stabilite dal regolamento d'attuazione di cui all'articolo 1, comma 4, ogni variazione della propria
situazione reddituale, lavorativa, familiare o patrimoniale rilevante ai fini dell'erogazione del
reddito minimo garantito.
Art. 7
(Sospensione, esclusione e decadenza dalle prestazioni)
1. Nel caso in cui uno dei beneficiari di cui all’articolo 4, comma 1, all’atto della presentazione
dell’istanza o nelle successive sue integrazioni, dichiari il falso in ordine anche ad uno solo dei
requisiti previsti, l’erogazione delle prestazioni di cui all’articolo 3 è sospesa e il beneficiario
medesimo è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito ed è escluso dalla possibilità
di richiedere l’erogazione di tali prestazioni, pur ricorrendone i presupposti, per un periodo doppio
di quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato.
2. Il beneficiario decade dal reddito minimo garantito al compimento dell’età di 65 anni ovvero al
raggiungimento dell’età pensionabile.
3. La decadenza dalle prestazioni di cui all’articolo 3 opera nel caso in cui il beneficiario venga
assunto con un contratto di lavoro subordinato o parasubordinato, ovvero nel caso in cui lo stesso
svolga un’attività lavorativa di natura autonoma, ed in tutti i casi, qualora percepisca un reddito
imponibile superiore alla soglia di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c).
4. La decadenza opera altresì nel caso in cui il beneficiario rifiuti una proposta di impiego offerta
dal centro per l’impiego territorialmente competente.
5. Non opera la decadenza di cui al comma 4 nella ipotesi di non congruità della proposta di
impiego, ove la stessa non tenga conto del salario precedentemente percepito dal soggetto
interessato, della professionalità acquisita, della formazione ricevuta e del riconoscimento delle
competenze formali e informali in suo possesso certificate dal centro per l’impiego territorialmente
competente attraverso l’erogazione di un bilancio di competenze.
6. In caso di rifiuto, di sospensione o di decadenza dalle prestazioni di cui all’articolo 3 i centri per
l’impiego rendono un provvedimento motivato da notificare all’interessato. Tutte le controversie
relative alla presente legge sono esenti da spese.
Art. 8
(Oneri derivanti dal reddito minimo garantito)
1. Il reddito minimo garantito è erogato dall’INPS a seguito di comunicazione del centro per
l’impiego competente.
2. A tal fine sono trasferite dal bilancio dello Stato all'INPS le somme necessarie, con conguaglio,
alla fine di ogni esercizio, sulla base di specifica rendicontazione.
3. Per il finanziamento del reddito minimo garantito di cui all'articolo 3 è istituito un Fondo presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cui confluiscono dotazioni provenienti dalla fiscalità
generale.
Art. 9
(Delega al Governo in materia di riordino della spesa assistenziale)
1. Il Governo è delegato, entro il termine di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, a riordinare la disciplina delle prestazioni assistenziali erogate dallo Stato di cui all'allegato
B, in modo da renderle coerenti con l'istituzione del reddito minimo garantito prevista nella presente
legge.
Art. 10
(Delega al Governo in materia di ammortizzatori sociali)
1. Il Governo è delegato, entro il termine di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, a riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, in modo tale da introdurre un sussidio
unico di disoccupazione, esteso a tutte le categorie di lavoratori in stato di disoccupazione,
indipendentemente dalla tipologia contrattuale di provenienza e dall'anzianità contributiva e
assicurativa.
Art. 11
(Delega al Governo in materia di istituzione del salario minimo garantito)
1. Il Governo è delegato, entro il termine di novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, a stabilire le modalità di determinazione del compenso orario minimo applicabile a tutti i
rapporti aventi ad oggetto una prestazione lavorativa, inclusi quelli di natura parasubordinata e
quelli con contenuto formativo.
2. Il salario base dei lavoratori dipendenti e parasubordinati non può essere determinato in misura
tale che il reddito del lavoratore risulti inferiore a quello che risulterebbe dall'applicazione del
compenso orario minimo di cui al comma 1.

ALLEGATO A – Coefficienti di maggiorazione dl reddito minimo garantito in ragione del
numero di familiari a carico.
Numero di componenti Coefficiente Beneficio erogato
1 1 600
2 1,66 1000
3 2,22 1330
4 2,72 1630
5 3,16 1900

ALLEGATO B – Prestazioni assistenziali erogate dallo Stato oggetto di riordino.
Denominazione
della misura
Riferimento legislativo
Assegno sociale Legge 335/95
Pensione sociale Art. 26, legge 153/69
Assegno ai nuclei familiari
numerosi
Art. 65 legge 488/1998
Assegno di maternità di base Art. 74 del D.Lgs. 151/2001
Pensione di inabilità Legge 118/1971
Indennità di frequenza Legge 118/1971
Assegno di invalidità Legge 118/1971
Pensione per i ciechi Legge 66/1962
Pensione ai sordi Legge 381/1971
Social card minori Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112
convertito con modificazioni nella legge
133/2008
Social card anziani Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112
convertito con modificazioni nella legge
133/2008  



venerdì 18 maggio 2012

Noi continuiamo a lavorare !!!




Molti partiti continuano nella ricerca ostinata di nuove vesti o  di nuovi movimenti i più  presentabili  all'opinione pubblica , e noi continuiamo invece nella immancabile  ricerca di esperienze di buona politica ,anche attraverso la continua proposizione di iniziative amministrative che siano sempre legate alle esigenze dei cittadini.

Nelle ultime due settimane si sono discusse in apposite commissioni due nostre mozioni :

-adozione di misure concrete per la sicurezza dei ciclisti nel territorio trevigiano

-adozione del codice etico “ Carta di Pisa” promosso dalla Associazione “Avviso Pubblico “

Tutte e due le nostre proposte che saranno oggetto di votazione il prossimo Consiglio Provinciale previsto per il 30 maggio p.v. , hanno visto l'adesione completa di tutti i Gruppi Consiliari , segno che esiste la possibilità di lasciare un segno anche se sei  un piccolo partito.

Per quanto attiene il problema della sicurezza dei ciclisti vi è stato un impegno reale , da parte della amministrazione provinciale, iniziando a collegare in maniera organica le varie piste ciclabili già presenti nei vari comuni , ma che spesso terminano tra i due confini , impedendo di fatto un reale collegamento in rete delle ciclabili già presenti nel nostro territorio. Verrà inoltre valutata la possibilità di inserire una cartellonistica ad hoc in tutte le strade non solo provinciali , ma anche quelle di competenza A.N.A.S. e Veneto Strade, ove sia presente un segnale che ponga gli automobilisti nella condizione di avere maggiore attenzione per la contemporanea presenza di ciclisti. Impegno formale sarà anche quello della creazione di un tavolo di coordinamento tra i vari comuni a cui sarà invitata anche la F.I.A.B.. per cercare di sensibilizzare le singole autorità comunale , nel rispettare una legge già presente che di fatto pone nella condizione che ogni nuova strada costruita , sia sempre accompagnata da una pista ciclabile.

Se la “ Carta di Pisa “ verrà fatta propria dalla Provincia di Treviso essa  diventerà il primo Ente locale del Nord , ad adottarla.
Questo codice etico impone agli amministratori provinciali un codice di comportamento improntato alla diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità. Se la Provincia sottoscriverà questo codice dovrà promuoverlo insieme a tutti gli strumenti di partecipazione che rendono l'operato dell'amministrazione trasparente e aperto al giudizio della cittadinanza.
Tutti gli Amministratori non potranno ricevere regali oltre un certo valore, non potranno cumulare più cariche pubbliche, non potranno favorire parenti o comunque interessi privati, non potranno per almeno 5 anni dopo la fine del mandato avere incarichi in società con interessi contrattuali con Provincia, pena la decadenza del contratto.
Il Presidente della Provincia e la sua giunta si dovranno impegnarsi a dare ampia disponibilità alla magistratura e, nel caso di suo rinvio a giudizio, a rimettere il mandato in quanto trattasi di un primo giudizio e non di un giudizio rinviato.
Crediamo che l'adozione da parte degli amministratori di un codice etico possa sanzionare politicamente, fino al decadimento del mandato, tutti quei comportamenti spregevoli, immorali se non illegali, che insozzano le nostre istituzioni e aumentano la percezione di illegalità nelle nostre comunità. Una sanzione che dia nuovamente respiro e responsabilità alla politica e non carichi di troppe aspettative il ruolo della magistratura.

Fino a quando la Provincia come ente esisterà , noi continueremo a rispettare il mandato donatoci dagli elettori, mettendoci sempre maggiore impegno e volgendo sempre il nostro sguardo  verso i cittadini  . La democrazia potrà essere a rischio ma se gli altri si dondolano e parlano di quale  soluzione sia la migliore per abolirla, per poi non riuscire a trovare nulla che gli soddisfi , noi continuiamo ad “ adoperarla” perché non esiste cosa peggiore avere gli strumenti in mano e non fare nulla o quasi per adoperarli per il bene comune. 

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

mercoledì 14 marzo 2012

Blitz a la Tribuna di Treviso


Come Sinistra Ecologia LIbertà esprimiamo solidarietà e vicinanza a La Tribuna di Treviso dopo l'incursione in redazione di una rappresentanza organizzata dell'intolleranza e del razzismo. Ai “bravi ragazzi” di Lotta Studentesca che piacciono tanto all'anziano vicesindaco leghista consigliamo di tenere le mani a posto e di fare i bravi studenti, e studiare bene la storia, in modo da imparare cosa era la “Pravda”, cosa significa “sionismo”, e cosa è stato il fascismo e il nazismo per la storia europea, cosa sono stati i campi di concentramento e le leggi razziali. La libertà di stampa e di opinione è un elemento fondamentale della nostra democrazia e della nostra vita contemporanea. Che siano dei giovani a voler negare questo fondamentale diritto è particolarmente preoccupante. L'episodio è una conferma ulteriore della presenza di un fenomeno estremistico e razzista nella realtà trevigiana, che va monitorato con attenzione dalle autorità competenti, e isolati dalle forze politiche democratiche.

Luca De Marco  
Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà di Treviso


domenica 4 marzo 2012

IN VAL SUSA UN DIALOGO È POSSIBILE E NECESSARIO





Dopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell’intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione.
I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguità. Ma non ci si può fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla o, addirittura, si eccitano gli animi con comportamenti irresponsabili (come gli insulti rivolti a chi compie gesti dimostrativi non violenti) o riducendo la protesta della valle – di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza – a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell’ordine.
La contrapposizione e il conflitto possono essere superati solo da una politica intelligente, lungimirante e coraggiosa. La costruzione della linea ferroviaria (e delle opere ad essa funzionali) è una questione non solo locale e riguarda il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali. Per questo è necessario riaprire quel dialogo che gli amministratori locali continuano vanamente a chiedere. Oggi è ancora possibile. Domani forse no.
Per questo rivolgiamo un invito pressante alla politica e alle autorità di governo ad avere responsabilità e coraggio. Si cominci col ricevere gli amministratori locali e con l’ascoltare le loro ragioni senza riserve mentali. Il dialogo non può essere semplice apparenza e non può trincerarsi dietro decisioni indiscutibili ché, altrimenti, non è dialogo. La decisione di costruire la linea ad alta capacità è stata presa oltre vent’anni fa. In questo periodo tutto è cambiato: sul piano delle conoscenze dei danni ambientali, nella situazione economica, nelle politiche dei trasporti, nelle prospettive dello sviluppo. I lavori per il tunnel preparatorio non sono ancora iniziati, come dice la stessa società costruttrice. E non è vero che a livello sovranazionale è già tutto deciso e che l’opera è ormai inevitabile. L’Unione europea ha riaperto la questione dei fondi, dei progetti e delle priorità rispetto alle Reti transeuropee ed è impegnata in un processo legislativo che finirà solo fra un anno e mezzo. Lo stesso Accordo intergovernativo fra la Francia e l’Italia sarà ratificato solo quando sarà conosciuto l’intervento finanziario della UE, quindi fra parecchi mesi. E anche i lavori sulla tratta francese non sono iniziati né prossimi.
Dunque aprire un tavolo di confronto reale su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative non provocherebbe alcun ritardo né alcuna marcia indietro pregiudiziale. Sarebbe, al contrario, un atto di responsabilità e di intelligenza politica. Un tavolo pubblico, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali, da convocare nello spazio di un mese, è nell’interesse di tutti. Perché tutti abbiamo bisogno di capire per decidere di conseguenza, confermando o modificando la scelta effettuata in condizioni del tutto diverse da quelle attuali.
Un Governo di “tecnici” non può avere paura dello studio, dell’approfondimento, della scienza. Numerose scelte precedenti sono state accantonate (da quelle relative al ponte sullo stretto a quelle concernenti la candidatura per le Olimpiadi). Noi oggi chiediamo molto meno. Chiediamo di approfondire i problemi ascoltando i molti “tecnici” che da tempo stanno studiando il problema,, di non deludere tanta parte del Paese, di dimostrare con i fatti che l’interesse pubblico viene prima di quello dei poteri forti. Lo chiediamo con forza e con urgenza, prima che la situazione precipiti ulteriormente.
TAV APPELLO PER UNA TRATTATIVA

martedì 21 febbraio 2012

1,2,3,4,5,10, 100 passi con la Città.





Festa del Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Mogliano Veneto a base di musica,divertimento, cultura, poilitica, cittadinanza attiva.

Sabato 25 Febbraio 2012 presso Il Centro Polivalente di Zerman ( Mogliano Veneto)

Programma :
inizio ore 18

1) 18.30 Banksy e le sue città dai muri parlanti.
2) 18.45 L' Omofobia è una malattia. Non l' amore.
3) 19.00 The Delayers- Spritz Hour
4) 20.30 La città della sinistra
5) 20.35 Microfono Aperto alla città
6)21.00 La notte dei Delayers
7) Lotteria

MENU' DELLA CRISI:

-SPRITZ ALLO SPREAD E BIRRA MERKEL A 1 EURO

-PANINO PRECARIO 1,5 EURO

-FRITTELLE OPERAIE 1 EURO

-CAFFE' IMMIGRATO 0,50 EURO.

INGRESSO: 1 EURO E BASTA !!!!!!!!

SPECIAL GUEST: THE DELAYERS !!!!!!!





su Facebook

giovedì 8 dicembre 2011

Come prima più di prima.


"Sacrifici ma nel segno dell'equità, per combattere la crisi”:

così Monti pochi giorni fa in Parlamento. La sua manovra ci consegna oggi una
promessa mantenuta solo nella prima metà: i sacrifici ci sono tutti, mentre dell'equità sociale non rimane traccia. Per questo la nostra contrarietà nel merito dei singoli provvedimenti è profonda. Nell'azione del governo cambia lo stile, ma il segno politico resta la continuità con le manovre precedenti.

Quella sulla prima casa è una stangata, aggravata dalla rivalutazione delle rendite catastali, mentre manca una tassazione anche minima sui veri patrimoni.

Sulle pensioni spariscono subito gli adeguamenti alla crescita del costo della vita, l'età pensionabile è allungata indiscriminatamente per tutti e non si distingue tra diversi tipi di lavoro; manca qualsiasi misura di garanzia di pensione futura per i giovani, già in gran parte precari e disoccupati. Ad essere più colpite sono le donne, schiacciate tra i continui tagli alla spesa sociale e l'aumento del peso familiare dentro la crisi.

Si aumenta l'Iva di due punti, agendo indiscriminatamente sui consumi e penalizzando, senza distinzioni tutti gli italiani.

Se si passa dai tagli alla crescita, cioè al capitolo da cui dipende la vera ripresa economica del nostro Paese, ci si trova davanti il nulla: nulla sul Mezzogiorno, nulla sul dissesto idrogeologico, nulla sulle energie rinnovabili, nulla per gli investimenti in innovazione e sviluppo.

C'è una strada alternativa a quella del governo Monti che oggi ci consegna una recessione senza crescita, senza politiche industriali, senza lavoro:
una patrimoniale adeguata e la messa in atto, da subito, di una serie di azioni per reperire risorse a partire dai grandi patrimoni e dalle rendite.

ecco cosa proponiamo noi 



Centralità della patrimoniale, prima straordinaria e poi ordinaria
La patrimoniale straordinaria, tassando le ricchezze finanziarie liquide del 20% della popolazione italiana più ricca, fornisce un gettito immediato di 200 miliardi di euro. L'imposta patrimoniale ordinaria produce un gettito annuo di 3 miliardi di euro.

Accordi internazionali contro la fuga dei capitali
Con la firma di accordo internazionale tra la Svizzera e l'Italia sul controllo e
sulla identificazione dei flussi finanziari si produce un gettito che va dai 20 ai 30 miliardi di euro.

Trasparenza e lotta all'evasione fiscale
Reintroduzione del falso in bilancio, l'introduzione della soglia massima di contante a 300 euro, elenco telematico clienti-fornitori per ogni impresa di qualsiasi dimensione, obbligatorietà del sistema di pagamento elettronico in tutti gli esercizi e attività professionali, dichiarazione e pubblicazione dei redditi e i patrimoni on line obbligatoria,
patrimoniale sui beni immobili, l'ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa (oggi esentati) e addizionali Irpef su abitazioni per combattere evasione e affitti in nero.

Colpire i capitali scudati
Vanno attuate maggiori sanzioni per la seconda rata dei condoni IVA spariti e una maggiorazione d'imposta (dal 5 al 20%) sui capitali scudati. Con queste misure il gettito previsto è di 15 miliardi di euro.

Decisa lotta alla corruzione
Rafforzamento dell'attività di contrasto ed indagine in capo alla Corte dei Conti. La stima corrente della corruzione ammonta a perdite pari a 50 miliardi di euro l'anno.

Equità a partire dal fisco
Defiscalizzazione delle fasce deboli, con riduzione dal 23 al 20% dell'aliquota sui redditi più bassi, compensata da aliquote su redditi alti. Addizionale Irpef per le case sfitte limitatamente alle grandi città.

Tassazione sulle emissioni inquinanti
Una tassazione progressiva rivolta ai mezzi più potenti ed ecologicamente
inefficaci. Gettito potenziale di 500 milioni di euro.

Tassazione degli immobili di lusso
Oggi per castelli e immobili di pregio non è prevista alcuna tassa.

Ridurre le spese militari
Altri 4,4 miliardi di euro si ricavano dalla riduzione degli organici delle forze armate, dal blocco dei contratti per la realizzazione di cacciabombardieri e sommergibili, dal ritiro delle truppe dall'Afghanistan e da tutte le missioni internazionali che non abbiano la copertura
dell'ONU.

Frequenze TV
Gettito potenziale dai 4 ai 6 miliardi di euro. Bloccare la gara che concede gratuitamente
sei frequenze tv per 20 anni alle televisioni nazionali dominanti (RAI e Mediaset). Una gara fondata sulla gratuità che permette ai vincitori di rivendere le frequenze dopo 5 anni senza alcuna autorizzazione ministeriale.

Sinistra Ecologia Libertà