Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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mercoledì 21 marzo 2012

Solidarietà ai Lavoratori Electrolux



Siamo solidali con le lavoratrici e i lavoratori della Electrolux di Susegana che, rimettendoci del proprio, in questi giorni stanno scioperando per difendere i diritti di tutti i lavoratori, a fronte della ipotesi di facilitazione dei licenziamenti che il Governo intende portare avanti anche senza l'accordo delle parti sociali.
 La possibilità di licenziare più facilmente non farà che aggravare la crisi sociale ed economica nella quale siamo, e aumentare le nuove povertà. Serve un cambio di rotta, perché altrimenti rischiamo un avvitamento della crisi che può sfuggire ad ogni controllo. Il problema dell'Italia è creare nuovi posti di lavoro, non redistribuire quelli che ci sono o addirittura farli diminuire. Per questo è indispensabile una politica che punti a redistribuire la ricchezza e a innescare meccanismi economici virtuosi attraverso una ripresa della domanda interna, e a riconvertire il sistema produttivo all'insegna della sostenibilità.


Sinistra Ecologia Libertà
Federazione Provinciale di Treviso

giovedì 8 dicembre 2011

Come prima più di prima.


"Sacrifici ma nel segno dell'equità, per combattere la crisi”:

così Monti pochi giorni fa in Parlamento. La sua manovra ci consegna oggi una
promessa mantenuta solo nella prima metà: i sacrifici ci sono tutti, mentre dell'equità sociale non rimane traccia. Per questo la nostra contrarietà nel merito dei singoli provvedimenti è profonda. Nell'azione del governo cambia lo stile, ma il segno politico resta la continuità con le manovre precedenti.

Quella sulla prima casa è una stangata, aggravata dalla rivalutazione delle rendite catastali, mentre manca una tassazione anche minima sui veri patrimoni.

Sulle pensioni spariscono subito gli adeguamenti alla crescita del costo della vita, l'età pensionabile è allungata indiscriminatamente per tutti e non si distingue tra diversi tipi di lavoro; manca qualsiasi misura di garanzia di pensione futura per i giovani, già in gran parte precari e disoccupati. Ad essere più colpite sono le donne, schiacciate tra i continui tagli alla spesa sociale e l'aumento del peso familiare dentro la crisi.

Si aumenta l'Iva di due punti, agendo indiscriminatamente sui consumi e penalizzando, senza distinzioni tutti gli italiani.

Se si passa dai tagli alla crescita, cioè al capitolo da cui dipende la vera ripresa economica del nostro Paese, ci si trova davanti il nulla: nulla sul Mezzogiorno, nulla sul dissesto idrogeologico, nulla sulle energie rinnovabili, nulla per gli investimenti in innovazione e sviluppo.

C'è una strada alternativa a quella del governo Monti che oggi ci consegna una recessione senza crescita, senza politiche industriali, senza lavoro:
una patrimoniale adeguata e la messa in atto, da subito, di una serie di azioni per reperire risorse a partire dai grandi patrimoni e dalle rendite.

ecco cosa proponiamo noi 



Centralità della patrimoniale, prima straordinaria e poi ordinaria
La patrimoniale straordinaria, tassando le ricchezze finanziarie liquide del 20% della popolazione italiana più ricca, fornisce un gettito immediato di 200 miliardi di euro. L'imposta patrimoniale ordinaria produce un gettito annuo di 3 miliardi di euro.

Accordi internazionali contro la fuga dei capitali
Con la firma di accordo internazionale tra la Svizzera e l'Italia sul controllo e
sulla identificazione dei flussi finanziari si produce un gettito che va dai 20 ai 30 miliardi di euro.

Trasparenza e lotta all'evasione fiscale
Reintroduzione del falso in bilancio, l'introduzione della soglia massima di contante a 300 euro, elenco telematico clienti-fornitori per ogni impresa di qualsiasi dimensione, obbligatorietà del sistema di pagamento elettronico in tutti gli esercizi e attività professionali, dichiarazione e pubblicazione dei redditi e i patrimoni on line obbligatoria,
patrimoniale sui beni immobili, l'ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa (oggi esentati) e addizionali Irpef su abitazioni per combattere evasione e affitti in nero.

Colpire i capitali scudati
Vanno attuate maggiori sanzioni per la seconda rata dei condoni IVA spariti e una maggiorazione d'imposta (dal 5 al 20%) sui capitali scudati. Con queste misure il gettito previsto è di 15 miliardi di euro.

Decisa lotta alla corruzione
Rafforzamento dell'attività di contrasto ed indagine in capo alla Corte dei Conti. La stima corrente della corruzione ammonta a perdite pari a 50 miliardi di euro l'anno.

Equità a partire dal fisco
Defiscalizzazione delle fasce deboli, con riduzione dal 23 al 20% dell'aliquota sui redditi più bassi, compensata da aliquote su redditi alti. Addizionale Irpef per le case sfitte limitatamente alle grandi città.

Tassazione sulle emissioni inquinanti
Una tassazione progressiva rivolta ai mezzi più potenti ed ecologicamente
inefficaci. Gettito potenziale di 500 milioni di euro.

Tassazione degli immobili di lusso
Oggi per castelli e immobili di pregio non è prevista alcuna tassa.

Ridurre le spese militari
Altri 4,4 miliardi di euro si ricavano dalla riduzione degli organici delle forze armate, dal blocco dei contratti per la realizzazione di cacciabombardieri e sommergibili, dal ritiro delle truppe dall'Afghanistan e da tutte le missioni internazionali che non abbiano la copertura
dell'ONU.

Frequenze TV
Gettito potenziale dai 4 ai 6 miliardi di euro. Bloccare la gara che concede gratuitamente
sei frequenze tv per 20 anni alle televisioni nazionali dominanti (RAI e Mediaset). Una gara fondata sulla gratuità che permette ai vincitori di rivendere le frequenze dopo 5 anni senza alcuna autorizzazione ministeriale.

Sinistra Ecologia Libertà

sabato 3 dicembre 2011

L’economia della povertà



Dicono a proposito del clima, che la vita e la salute di milioni di persone sono a rischio e vediamo come questo rischio sia già tragicamente reale. I nostri lungimiranti politici cosa ne pensano? Pensano che si deve continuare a incentivare il traffico automobilistico e il trasporto su gomma, investendo in grandi infrastrutture autostradali che richiedono immense colate  di cemento.

Dicono che la velocità con cui oggi avvengono i processi economici è paragonabile solo alla voracità che li ispira, che l’abbattimento di ogni garanzia è garantito dalla possibilità di raggiungere velocemente ogni angolo del mondo per scavalcare leggi e normative di tutela dei lavoratori e dell’ambiente. E i politici che fanno? Investono enormi risorse in costosissimi treni super veloci che sfrecceranno, sbeffeggiandoli, davanti agli stanchi pendolari accampati nelle stazioni d’Italia, in attesa di treni sporchi, fatiscenti e cronicamente in ritardo .
Dicono che il consumo di suolo ha raggiunto livelli allarmanti, tanto da spingere le grandi multinazionali ad accaparrarsi le terre dei paesi poveri (Land grab) e i nostri politici cosa propongono? Cemento, cemento e ancora cemento; capannoni, parcheggi, centri commerciali, strade, autostrade, svincoli e terze corsie (a quando le quarte?).
Dicono che il meraviglioso paesaggio italiano, nostra storica, preziosa, unica e inimitabile materia prima, è ridotto a brandelli a causa di appetiti speculativi e decennali conflitti di competenza, che annichiliscono l’art. 9 della Costituzione (la Repubblica (….) tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione). E i nostri politici, non contenti del disastro in atto, strillano sguaiatamente contro le competenze statali a tutela del paesaggio; dice Riccardi: «Non è possibile che un funzionario dello Stato, solo perché non deve rispondere a nessuno (e il riferimento va alla Soprintendenza) sia in grado di bloccare decine di opere e di investimenti”. Probabilmente quel residuo di sovranità costituzionale, impedisce di portare agevolmente a termine l’opera di squartamento di quello che una volta, con un po’ di sana invidia,  veniva chiamato “il Bel Paese”. Dall’editto del camerlengo Albani(1733) al concetto di Heimatshutz tedesco, la tutela del “volto amato della patria” (Ruskin e Croce) si dipana nei secoli per arrivare fino a noi, ai nostri costituenti. Un articolo, il 9, chiaroveggente, incastonato tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, ancor prima del ripudio della guerra e della bandiera nazionale. Esso racchiude in sè una consapevolezza storica circa la qualità di utilitas publica di un paesaggio unico al mondo,  per dote naturale e per quantità e qualità delle opere d’arte diffuse su tutto il territorio; un museo generale, una ricchezza immensa che sta per essere gettata in pasto ai costruttori.
Dicono che l’equilibrio idrogeologico è a rischio, che la nostra stessa vita è minacciata dalla protervia e dall’ignoranza di un governo del territorio che ha stravolto e  violentato fiumi e golene, colline e montagne. E i politici continuano a delirare di “unico sviluppo possibile”, a straparlare di “piattaforme logistico- operative”, e a vomitare progetti da anni sessanta.
Dicono che non ci sono soldi per rendere le scuole luoghi sicuri, dove in nostri figli possano imparare ad affrontare la vita senza il rischio di perderla a causa di un crollo improvviso; non ci sono soldi per l’assistenza degli anziani e dei disabili, per curare al meglio tutti coloro che non possono ricorrere a cure private, non ci sono soldi per curare le ferite inferte al territorio e all’anima della gente che vive sempre più ai margini del grande banchetto. E i nostri politici cosa fanno? Inneggiano alle grandi infrastrutture, ai project financing, che è solo uno dei tanti imbrogli escogitati per aprire il varco a fiumi di denaro pubblico, verso le tasche dei soliti noti.
Dicono che le guerre hanno un prezzo altissimo in risorse e in sangue umano e che non portano mai nulla di buono alla povera gente che ne sostiene i costi o ne subisce le devastazioni o entrambe le cose. E i nostri politici come rispondono? Stanziando miliardi di euro per armi da attacco (ben 131 cacciabombardieri F 35, 5 Eurofighter, 10 fregate navali, 100 elicotteri da guerra, auto Maserati blindate per i generali, missioni all’estero…) ed elogiando e finanziando le evoluzioni machiste di altri cacciabombardieri, piroettanti e sbuffanti come tragiche parodie della guerra reale.
Dicono che la gente si sta impoverendo alla velocità della luce, che in vent’anni una ricchezza immensa è migrata dai redditi da lavoro ( che l’hanno prodotta), verso le rendite (che non producono nulla), che il potere di acquisto dei lavoratori si è ridotto al lumicino, deprimendo un’intera economia basata sul consumo a oltranza. E i nostri politici che fanno? Essendoci poco più da spremere, pena la rivolta sociale, allungano il periodo lavorativo e cancellano un secolo di conquiste, declamando senza pudore: PRODUCI, CONSUMA E CREPA!
Dicono che la corruzione di politici ed amministratori ha raggiunto livelli pantagruelici, che l’evasione fiscale costa, agli italiani che pagano le tasse, cifre spaventose e che la malavita non rappresenta in realtà una distorsione, bensì una parte funzionale di questo sistema, utile per creare immense ricchezze e fondi neri necessari per l’opera sistematica di  “ammorbidimento e di ungitura”,  dei gangli della pubblica amministrazione. E i nostri politici come reagiscono? Gettando il discredito, procedendo al ridimensionamento, alla destrutturazione ed infine alla dismissione della struttura pubblica, (compresa quella della magistratura che indaga sulle loro malefatte); salvo creare un numero sempre maggiore di super manager e direttori, sempre più super pagati, feroci con i loro sottoposti ma proni a tutti i poteri forti e servi delle varie lobby; salvo creare voracissimi mostri pubblico- privati (le SPA pubbliche) lasciando loro campo libero e scatenando un gigantesco arraffa arraffa sui beni comuni più preziosi, salvo riprendere poi in carico (nostro) queste ibride creature, allorquando esse provocano voragini debitorie e ferite sociali.
Dicono che le banche e la finanza sono la causa prima del disastro a cui assistiamo… e i nostri formidabili politici cosa fanno? Le ricapitalizzano, ovvero regalano loro fiumi di denaro pubblico, per poi rimpolpare le vuote casse pubbliche a spese della povera gente che, a sentir loro, ha vissuto “al di sopra delle proprie possibilità.  Dulcis in fundo, fanno omaggio della sovranità  (che non è loro ma del popolo), alle banche e perché no, anche al Vaticano, che con le banche e con i potenti, ha sempre avuto ottimi rapporti
Ebbene, questi che dicono, dicono da un bel pezzo e, purtroppo, finora, hanno avuto ragione. I nostri politici invece hanno sempre negato le nefaste conseguenze di un sistema dove i destini dell’umanità vengono decisi dai mercati. Eppure sono sempre loro e non quelli che avevano predetto il disastro, a decidere le “soluzioni”. Non ne può venire nulla di buono per noi, nell’economia della povertà.

Ira Conti

giovedì 8 settembre 2011

La ricreazione è finita



Le beghe tra Pdl e Lega a livello provinciale le pagano i cittadini. Presa dalle diatribe interne al Pdl che mettono in discussione la compattezze della maggioranza, strozzata dalla politica di soffocamento degli enti locali messa in atto dal ministro Maroni (competente per la finanza locale) l'Amministrazione Provinciale di fatto è ferma e paralizzata.

Riteniamo che il Consiglio Provinciale debba mettere all'ordine del giorno la grave crisi economica e occupazionale che il territorio sta attraversando e le azioni che la Provincia può mettere in atto, sia con interventi a favore del lavoro e della economia, sia con la riduzione delle proprie spese all'insegna della sobrietà. In questo senso è in attesa di venir discusso un nostro ordine del giorno nel quale si proponeva una manovra che avrebbe evitato di vessare i cittadini trevigiani con l'aumento dell'assicurazione auto impostogli dalla Giunta Provinciale e votato da Lega e PDL.

E' impensabile che si paghino per due mesi Assessori e presidente del consiglio per non fare nulla o quasi .Abbiamo il desiderio di elevare il ruolo ed il senso della Provincia, e non relegarla ad un misero luogo di propaganda elettorale o ad un ring per giocare a braccio di ferro.



Vogliamo che questo termini, che esista una possibilità che l'ente diventi un luogo dove poter discutere dei problemi della gente che è ormai stanca di sentirsi un semplice oggetto ma che le loro istanze come ad esempio sviluppo del territorio e salute ( Aeroporto ), servizi sociali ( Gris), situazione occupazionale, abbiano delle risposte concrete.



Il Presidente Muraro difende a parole il ruolo delle province ma nei fatti è il primo a lavorare per la loro cancellazione, se riduce la Provincia ad un ente addetto alla propaganda e ai rinfreschi, a distribuire un po' di incarichi ad amiche e amici  e a tassare i cittadini, e poco attivo nella difesa degli interessi del territorio contro la politica di macelleria sociale e istituzionale portata avanti dal governo, e poco attento ai problemi reali delle cittadine  e dei cittadini trevigiani.

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

sabato 12 marzo 2011

Cosa serve ad un partito per vincere.

Immagine tratta dall'omonimo film di Bellocchio, "Vincere" del 2009
Ora, dopo qualche campagna elettorale subita e due voti elettorali espressi mi sento di abbozzare un idea di ciò che manca completamente ai partiti dell'Italia di oggi per poter vincere ma, ancor prima, per essere partiti veri, di base, di idee e di popolo.
A. Avere una visione chiara di quali sono le priorità del paese, saperle articolare e saperle comunicare efficacemente.
Volete qualche esempio?
Per inciso una cosina così:
1. Deficit economico.
2. Lavoro, salari e disoccupazione.
3. Competitività e sostenibilità della piccola e media impresa.
4. Incentivi e de-burocratizzazione. Esempi? In Spagna c'è uno sportello unico per chi vuole metter su impresa, uno sportello che fa da intermediario con i vari notai, contabili e scartabellari statali vari, per i quali nel Belpaese bisogna fare code, attendere tempi improponibili e pagare cifre esorbitanti i più vari professionisti che ti servono solo per avere la carta bollata.
(Ora, qualsiasi imprecisione è frutto della cattiva memoria, invito chiunque a correggere e a implementare, commentando il post.) Ma gli incentivi non possono essere solo per chi fa impresa; il merito deve essere vero merito, e quindi non si può imporre ad un laureato con 110 e lode in tre anni spaccati di avere un reddito da fame per poter accedere alle borse di studio statali e parastatali a disposizione.
Bisogna cominciare a liberalizzare, a schiudere le caste degli avvocati, dei notai, dei farmacisti e così via, perchè ogni ordine professionale è chiuso e autogiudicantesi, è quindi assurdo rilevarlo solo per i pubblici ministeri (perchè fa comodo a B.) ma non per tutti gli altri ordini.
5. Collegato al punto quattro, ovviamente: scuola pubblica, università e ricerca.
Bisogna rinverdire i fondi alle università e alle scuole italiane, perchè l'istruzione è un bene primario, perchè l'istruzione fa cultura, perchè la ricerca è necessaria per la competitività dell'Italia, perchè c'è gente che di scuola ci vive e che vorrebbe viverci, dal personale non docente a tutti i maestri elementari, i professori, i ricercatori, i supplenti, i ricercatori, gli associati e ovviamente anche gli ordinari, che non sono tutti baroni.
E bisogna riformare, riformare NON tagliando ma rendendo i concorsi più rigidi e trasparenti (non è possibile che un dottorando prenda la borsa solo se "ha un angelo in commissione") e magari creando una sorta di gradi di merito a seconda del voto e del numero di anni in cui ci si è laureati, ovviamente tenendo conto delle diverse votazioni tipo che variano da una facoltà all'altra.
6. Valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e museistico italiano, perchè patrimonio nazionale (se non dell'umanità), fonte non indifferente di introiti turistici e non per ultimo, immagine dell'Italia all'estero.
Tutelare l'ecologia del sistema Italia, barbaramente assediato dalla macanza di una assennata e capillare raccolta differenziata e flagellato da amministrazioni sconsiderate e da parchi nazionali smembrati a mo' di premio politico.
7. Attuare un federalismo serio, che non imponga nuove gabelle (per mettere una pezza alla propagandistica abolizione dell'Ici, sostituita adesso dal monster dell'Imu, l'Imposta Municipale Unica) ma che permetta per esempio ai sindaci di disporre di un potere sufficiente a tenere in sicurezza le nostre città.
Collegato a questo c'è il problema degli scarsissimi fondi alle forze dell'ordine che, assieme ai poteri limitati dei sindaci pongono città grandi come Milano e Roma in condizione di essere di fatto sguarnite, per non parlare poi dei piccoli comuni e delle caserme fantasma.
8. Dare di nuovo spazio, respiro e battaglia per i grandi diritti civili, dalla tutela delle differenze (in particolare verso gli immigrati e gli omosessuali, categorie differentissime, ma visti gli uni come criminali e gli altri come appestati), al diritto di vita e al diritto di morte (testamento biologico e lotta per mantenere le conquiste sull'aborto e spingerci oltre verso lo spinoso tema delle adozioni e della fecondazione artificiale).
9. Dare un'occhio alle privatizzazioni sbagliate (cito solo Trenitalia, privatizzata in parte, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti) e darsi da fare nella manutenzione di strade, ferrovie, e quant'altro sia fondamentale al buon funzionamento del territorio e non solo. Creare lavoro tramite oculate opere pubbliche (magari rendendo utilizzabili quelle concluse a metà e mai giunte a termine) e sorvegliare gli appalti affinchè non cadano nelle maglie della criminalità organizzata o di furbi imprenditori dediti più alle scalate che ad altro.
10. Ultimo ma non ultimo parlare di legalità, di lotta alle mafie e alla corruzione (e farla bene, ad esempio potenziando gli strumenti di inchiesta e non seppellendoli del tutto) e farla la legalità, non solo parlarne.

B. Credibilità, serietà, integrità (ovvero non corruzione), trasparenza e compattezza.
Se il Pdl può per assurdo essere l'esempio più paradigmatico di un partito unito e compatto (a differenza dello sformato correntismo suicida del Pd), bhe, ovviamente non può certo egersi a pietra di paragone per quanto riguarda la specchiatezza, la credibilità e la fedina penale immacolata.
La domanda ovviamente, non è tanto sul Pdl e la sua pronità al capo (nonostante teste pensanti come quella di Tremonti) ma riguarda il Pd e su come un partito possa proporsi come alternativa di governo se non è neanche consapevole di chi è, dove (e con chi) va e cosa vuole.

C. Un leader serio, concreto e carismatico.
Di credibiità e immagine, in quest'era irrimediabilmente segnata (nel bene e nel male) dal berlusconismo, è specchio il leader di un partito; un leader che non deve imbarazzare nè per le sue notti brave, nè per le sue case ad Antigua, nè per l'essere telecomandato da D'Alema, nè per una chiara e quantomai poco scenografica forma di analfabetismo di ritorno.
Un leader deve essere la guida del suo popolo e del suo partito e deve porsi l'antico compito dell'onore e del decoro, anche e a maggior ragione perchè si pone come possibile immagine vivente del suo stato nei confronti degli altri paesi.
Basti dare un'occhio al cambio di rotta dell'immagine se non che della politica statunitense dall'epoca Bush all'era Obama-Hillary.

D. L'apertura ai giovani, alle novità, alla base, all'attivismo, insomma a noi bistrattato popolo di elettori.
In una democrazia rappresentativa la rappresentanza è fondamentale, ed un partito che si rispetti deve rendere possibile ai cittadini il massimo avvicinamento possibile alla politica, in primo luogo con l'esempio (parlavo prima di onore, di coerenza e di rispettabilità non per nulla) ed in secondo luogo con la permeabilità osmotica del partito a chi del partito vuole diventare e anche a chi, da fuori, vuole proporre idee, iniziative e progetti che possano verosimilmente incarnarsi in una rivendicazione e in una bandiera (a)politica da piantare in parlamento.

Solo così un partito potrà avere la P maiuscola e uscire dalla partitocrazia del piccolo e della lotta, se non della compravendita, delle poltrone.

E voi che ne dite?
Si accolgono liberamente commenti!

- Andrea Bello -