Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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sabato 5 novembre 2011

Prendere lucciole per lanterne

Apprendiamo dai giornali che 17 lavoratori hanno ricevuto la " triste " lettera di licenziamento a causa della crisi della Società Comunale MOSE che gestisce tra l'altro la preparazione , la gestione e distribuzione dei pasti alle scuole ed ad altri soggetti tra cui il Gris.
Una Società  , la MOSE, gestita negli ultimi anni  in modo approssimativo e priva di alcun tipo di progettualità  da parte di uomini in camicia verde , con  capacità manageriali alquanto basse  e scelti dalla giunta della città solo per la loro fedeltà al partito.
Una Giunta ( Sindaco in primis ) , la cui impopolarità ha raggiunto livelli così alti che pensiamo che anche i più fedeli elettori della lega , si chiudono occhi ed orecchie quando lo vedono o l'ascoltano .
Un sindaco che ha come pallino fisso la prostituzione e le case chiuse , cosa che ci lascia a dir poco allibiti .
Non ci sembra onestamente che al primo posto delle paure o delle preoccupazioni dei cittadini vi sia la collocazione delle lucciole , oppure luoghi dove poter trovare escort ( si sentirà come Berlusconi boh??)
Sinceramente pensiamo che ben altri e molto più seri ed importanti , siano i problemi  da risolvere della nostra città e nel nostro territorio . Disoccupazione, Welfare, Difesa del Territorio, Socialità.
Ci saremmo aspettati ben altro come ad esempio : una ferma presa di posizione contro l'impoverimento del mondo lavoro ed il conseguente aumento della disoccupazione , attraverso una immediata azione di coinvolgimento con  tutte le istituzioni competenti e le parti sociali , nel porre sul piatto eventuali soluzioni possibili per risolvere il problema dei licenziamenti.
Invece il nulla , tanto ormai perdere  il  posto di lavoro sembra quasi una cosa normale , quasi non fa'più notizia .
Sinistra Ecologia Libertà non può che denunciare questa intollerabile politica del non agire e manifesta una grande preoccupazione per il costante aumento della disoccupazione che ormai ha raggiunto quasi la cifra del 8 % nella marca trevigiana, con una netta maggioranza del mondo femminile.
Esprimiamo la nostra  vicinanza  totale a chi è senza lavoro e ci impegneremo per porre il problema  a livello provinciale , interrogando sulla questione il Presidente Muraro , cercando in qualche modo di coinvolgere anche l'assessorato competente affinché si attivi per cercare soluzioni ad un problema quello della occupazione , che riteniamo ben più importante  in questo momento dell'andar per lucciole in città.
Una cosa abbiamo capito , che a Mogliano la pace e la serenità ritorneranno quando questo Sindaco e tutta la sua giunta ( city manager compreso ) andranno ad occupare quei bei ristoranti sempre pieni di gente che tanto il caro B. vede . Ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile, perché la nostra città ha veramente bisogno di pace e sopratutto di donne e uomini competenti che gestiscano il bene comune con competenza , professionalità ed apertura alle esigenze di tutti i cittadini.

Luigi Amendola
Circolo " Pino D'Aguanno " Mogliano Veneto

giovedì 8 settembre 2011

La ricreazione è finita



Le beghe tra Pdl e Lega a livello provinciale le pagano i cittadini. Presa dalle diatribe interne al Pdl che mettono in discussione la compattezze della maggioranza, strozzata dalla politica di soffocamento degli enti locali messa in atto dal ministro Maroni (competente per la finanza locale) l'Amministrazione Provinciale di fatto è ferma e paralizzata.

Riteniamo che il Consiglio Provinciale debba mettere all'ordine del giorno la grave crisi economica e occupazionale che il territorio sta attraversando e le azioni che la Provincia può mettere in atto, sia con interventi a favore del lavoro e della economia, sia con la riduzione delle proprie spese all'insegna della sobrietà. In questo senso è in attesa di venir discusso un nostro ordine del giorno nel quale si proponeva una manovra che avrebbe evitato di vessare i cittadini trevigiani con l'aumento dell'assicurazione auto impostogli dalla Giunta Provinciale e votato da Lega e PDL.

E' impensabile che si paghino per due mesi Assessori e presidente del consiglio per non fare nulla o quasi .Abbiamo il desiderio di elevare il ruolo ed il senso della Provincia, e non relegarla ad un misero luogo di propaganda elettorale o ad un ring per giocare a braccio di ferro.



Vogliamo che questo termini, che esista una possibilità che l'ente diventi un luogo dove poter discutere dei problemi della gente che è ormai stanca di sentirsi un semplice oggetto ma che le loro istanze come ad esempio sviluppo del territorio e salute ( Aeroporto ), servizi sociali ( Gris), situazione occupazionale, abbiano delle risposte concrete.



Il Presidente Muraro difende a parole il ruolo delle province ma nei fatti è il primo a lavorare per la loro cancellazione, se riduce la Provincia ad un ente addetto alla propaganda e ai rinfreschi, a distribuire un po' di incarichi ad amiche e amici  e a tassare i cittadini, e poco attivo nella difesa degli interessi del territorio contro la politica di macelleria sociale e istituzionale portata avanti dal governo, e poco attento ai problemi reali delle cittadine  e dei cittadini trevigiani.

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

mercoledì 20 luglio 2011

Storia di Straordinaria Dignità



Già, in 30 anni di vita sei passato per vari ruoli: figlio, studente, compagno, lavoratore, musicista, e in 30 anni hai assunto le varie “responsabilità” implicitamente connesse al ruolo stesso. All'improvviso, uno di questi ruoli viene meno e tutti gli altri si rimescolano creando prima una momentanea situazione di disorientamento e poi un concreto panico.Il tuo lavoro di operaio (800.00 euro) e quello della tua compagna (970.00 euro) Vi fa riflettere su quell’affitto, arrivato a 750.00 euro al mese, che da 10 anni pagate  e, dopo lunghe nottate in bianco decidete di tramutare in un mutuo da 690.00 al mese. “Gioite” di questa conquista, questo impegno passando da una gogna mensile irreversibile ad un cappio 25ennale. Pochi mesi dopo il grande passo arriva la notizia, feroce, della CASSA INTEGRAZIONE: altre notti in bianco a far conti su conti e, da subito TI RIMETTI IN GIOCO, più “vecchio” di 13 anni da quando avevi iniziato a cercare il lavoro, ancor prima del verdetto finale. Ti metti in coda nelle varie agenzie interinali per capire se il valore di quel “operaio specializzato” ha un significato. La professionalità è un pegno grosso da pagare: capisci che ti devi plasmare, indossando di volta in volta un abito diverso per rispondere a quelle poche richieste di mercato che ti usano al bisogno di 3-6 mesi. Fai il corso di cameriere di sala e, nel momento in cui si apre la possibilità di provare quanto appreso, l’offerta di lavoro ti porta a 100 km da casa (lo stipendio che entra in casa, al momento non ti permette neanche un viaggio in treno). Dopo qualche mese ti chiamano in prova per le pulizie presso una Azienda Ospedaliera in sostituzione di una maternità. Fai il corso e ti garantiscono 4 mesi di lavoro part time (400.00 euro). Sei di nuovo nel mondo del lavoro da quando, nel frattempo, è arrivato il licenziamento.  Ti pieghi rispondendo ed assecondando tutte le richieste di copertura ferie dei “colleghi” stravolgendo l’orario che hai firmato prima dell’assunzione. Ma non importa; dimostrarti disponibile, volonteroso, puntuale è il corredo  correlato dell’essere un lavoratore. Nel frattempo ci sono gli encomi del responsabile di reparto, si ventila la possibilità di un rinnovo del contratto, si riconosce il bisogno di aumentare il personale. Il 12 scade il contratto e l’11 ti telefonano che da domani non hanno più bisogno di quel corredo correlato. Vabbè, ti sei illuso perchè ti hanno illuso,  sei cresciuto e alle favole inizi a non crederci più. Nel frattempo sono passati sei mesi e tutti i giorni continui  a cercare finchè non telefoni in quella piccola impresa che cerca operai e ti senti chiedere:”Sei italiano?” Sorpreso rispondi di si e loro, scusandosi, ti dicono :“Cerchiamo rumeni perchè ci costano il 30% in meno di un italiano”. Sei nel mezzo di una sporca guerra tra poveri dove si gioca al ribasso, dove nessun valore ha senso, dove non puoi lamentarti pechè c’è chi sta peggio! Tuo padre, nel frattempo va in pensione e gli viene proposto di fare qualche lavoretto al bisogno. Rinuncia ma parla di te che potresti essere un buon elemento, anche part time, il lavoro lo conosci ..... ma non sei conveniente come il pensionato!Il ruolo mancante di lavoratore fa crollare anche gli altri ruoli ritrovandoti ad essere nuovamente, per i tuoi genitori, il  figlio da “accudire” ma senza fartelo pesare; con l’occasione della spesa grossa una volta alla settimana, a casa ti arriva sempre il sacchetto pieno; ogni tanto vi sparisce qualche bolletta che il papà o la mamma, per “sbaglio”, vi pagano. La musica, per il momento resta chiusa nella tua anima perchè godere di quel piacere diventa un costo (le trasferte con il gruppo in cambio di una birra e un toast, non vanno bene, ora). Non dico altro se non che, con la tua compagna, mia collega, non mi permetto di dirle che vado in vacanza perchè mi sento di offendere chi è costretto ad andare a comperare la frutta è la verdura a chiusura del mercato acquistandola di “seconda mano”! Non posso fare nulla per te e voi che ogni giorno, pur nella sofferenza anche fisica che non vi permettete di controllare, continuate con ASSOLUTA  E VERA DIGNITA’ a non chiedere nulla se non, adesso, pensare ad un foglio di carta che nella vostra vita di conviventi sancisca almeno i diritti di una coppia sposata! Vi conosco e, talvolta, mi vergogno anche della maglia nuova che indosso!


Michela De Paolis
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo Mogliano Veneto

domenica 10 aprile 2011

alcuni dati sulla disoccupazione nella marca

dalla Cgil di Treviso dati preoccupanti


Se l’anno appena trascorso è andato agli archivi come il peggiore, sul fronte dell'occupazione, dell'ultimo triennio, con 7.259 espulsi dal posto di lavoro, mettendo insieme le procedure che riguardano la mobilità nelle imprese medie e grandi e quelle nelle piccole (quest'ultime caratterizzate dall'assenza di veri ammortizzatori sociali per chi perde il posto) il primo trimestre del 2011 non è più roseo. 
Il dato trasmesso dall'Ufficio Studi della Cgil di Treviso, che ha preso in esame le dinamiche del mercato del lavoro, analizza i dati relativi alle espulsioni da gennaio a marzo suddividendoli per procedura (grandi e medie imprese, piccole e artigiane), per sesso, per tipologia di impiego e per nazionalità (italiani o stranieri) e per categoria di appartenenza. Inoltre, viene presentato il raffronto tra le casse integrazioni straordinarie attivate nel corso del 2010 e i primi tre mesi del 2011.
LICENZIAMENTI – Si rafforza il fronte complessivo delle fuoriuscite di altri 2.193 soggetti, di questi il 27% sono stranieri. Lo studio evidenzia inoltre il preoccupante trend che riguarda le imprese più grandi, in cui le procedure di mobilità hanno portato, nel trimestre in esame, altri 775 licenziamenti. Ma la crisi, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi della Cgil, profonda e strutturale, investe in provincia di Treviso, le piccole imprese. Da questa realtà, la più diffusa nel territorio, escono 1.418 lavoratori, il doppio rispetto ai licenziati dalle grandi imprese. Riprende a crescere anche la percentuale di personale amministrativo che perde l'occupazione: i licenziati restano, per la gran parte, soggetti occupati con mansioni operaie, ma gli impiegati espulsi, nei primi tre mesi dell’anno, sono stati il 36% del totale, confermando la crescita negativa del 2010, che testava la media al 28%. Resta sempre più alto, sia per quanto riguarda i lavoratori in mobilità con indennità che quelli senza indennità, il numero di uomini 63%.
I SETTORI – Per quanto riguarda le categorie coperte da ammortizzatori sociali, record negativo dei licenziamenti nel 2011 per il comparto metalmeccanico, che secondo lo studio è quello a soffrire di più, concentrando il 41% dei licenziamenti totali e confermando così il trend del 2010. Subito dopo viene il settore della chimica, tessile e abbigliamento, con il 20%, che precede, sorpassandolo rispetto alle medie del 2010, quello del legno-arredo e affini (cemento, laterizi) con il 17%. Inoltre, il dato significativo per quanto riguarda le categorie escluse dai veri ammortizzatori sociali è l’erosione occupazionale alla quale è oggi più che mai soggetto il terziario della Marca, che tocca il picco del 31% di fuoriuscite, seguito a breve distanza, con il 28% di posti di lavoro persi nel trimestre, dall’altro fondamentale settore impantanato negli ultimi due anni, quello dell’edilizia. Al terzo posto della drammatica classifica s’attesta il comparto della meccanica con il 19% di posti persi.

DATO ANAGRAFICO - Se per quanto riguarda quella parte di licenziamenti coperti dagli ammortizzatori sociali solo il 5% dei licenziati sta al di sotto dei 30 anni, la percentuale spicca al 17% per le procedure di mobilità riguardanti le piccole imprese e l’artigianato.
CASSA INTEGRAZIONE – Raffrontando il numero delle imprese e dei lavoratori coinvolti nella cassa integrazione, dipendenti delle medie e grandi imprese del trevigiano, nei primi mesi del 2010 e 2011, si può verificare che sostanzialmente il numero dei soggetti resta stabile (1.287 lo scorso anno e 1.232 oggi) e che il numero delle imprese s’abbassa dalle 59 alle 48. Di queste però si registra una maggiore incidenza dei fallimenti, che tocca ben 12 aziende, distruggendo in proporzione più posti di lavoro. In tutto il 2010 le procedure di cassa integrazione straordinaria hanno coinvolto 186 imprese, le quali impiegavano 6.524 lavoratori dei quali ben 4.151 hanno effettuato un periodo di cassa integrazione, concluso il quale la stragrande maggioranza e messa in mobilità, ingrossando le fila dei disoccupati della Marca. Il trend della cassa integrazione continua in segno negativo: nei primi tre mesi del 2011 le procedure aperte sono 48, per un numero equivalente di imprese, che attualmente impiegano 1.761 lavoratori, dei quali 1.232 coinvolti dalla Cigs e rischiano la perdita del posto di lavoro.
L'ANALISI - La fisionomia della cassa integrazione in questo primo trimestre del 2011, soprattutto l'evoluzione della cassa integrazione straordinaria e le dinamiche della cassa in deroga, lasciano presagire non solo un'onda lunga di licenziamenti rispetto al 2010, ma un vero e proprio intensificarsi delle fuoriuscite (da gennaio 2011 infatti sono già 1.418 i licenziati dalle piccole e 775 dalle grandi, di cui 592 immigrati, per un totale di già 2.193 soggetti), in un panorama segnato da due situazioni molto definite: la diminuzione delle della tenuta delle imprese del terziario, che non erano ancora state pesantemente coinvolte dalla crisi dei flussi occupazionali e dalla tendenza, in particolare per quanto riguarda i giovani, al di sotto dei trent’anni, ad una crescente difficoltà di trovare  lavoro stabile e legittimo. Inoltre, in aggiunta alle cause, congiunturali e strutturali, di richiesta di cassa integrazione (per ristrutturazione, riorganizzazione, crisi di mercato e difficoltà finanziarie) crescono sempre più le occasione di cassa integrazione dovuti ai fallimenti

dati forniti dalla  cgil di treviso