Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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sabato 4 febbraio 2012

Davanti a mia figlia dico che sono incazzata.


Sono incazzata, riconoscendo che la parola non rientra nello stile vendoliano al quale siamo tutti legati per rispetto di un linguaggio che pur esso deve modificare. 
Se però me la lasciate passare forse potete anche passarmi il lacerante sentimento di sconfitta dietro alle decisioni della Cassazione in merito allo stupro!
Neppure più la parola consenziente, dietro ad una denuncia ed indagine di stupro, posso più accettare,quale domanda che viene rivolta ad una violentata per accertarne la sua reale involontarietà nel partecipare al festino dello stupratore! Sono incazzata perchè il fondamento della libertà continua ad essere tradito da chi sta sopra di noi e decise che la vita violata di una bambina/bambino, ragazza, donna, adulta non è abbastanza grave da essere accompagnato da una giusta Giustizia dopo la violenza subita.
Sono incazzata perchè, ancora una volta, chi guarda non è allo stesso modo responsabile di quell’ agito malvagio attuato dallo stupratore; siete folli! Folli nel pensare al riabilitare, quando le condizioni del nostro Paese non sono preparate alla prevenzione, al rispetto, alla conoscenza al semplice capire che quello che si attua è alla stregua di un delitto, già perchè la morte agghiacciante che spetta alla stuprata è quella derivante dalla perdita di voglia di vivere che la lascia tramortita nell’anima! Sono incazzata perchè la storia ci lascia delle vicende ripugnanti dove la donna, merce di scambio, se violentata e stuprata subiscono ancora la gogna mediatica della cittadinanza essendo ritenuta lei la colpevole dei fatti. Sono incazzata, ma questo non basta a ridare dignità a tutte le donne del mondo che subiscono lo stupro! Perchè, lo stupro è subito e non è il partecipare ad un festino sado-masochista del sesso! 

Michela De Paolis

mercoledì 20 luglio 2011

Storia di Straordinaria Dignità



Già, in 30 anni di vita sei passato per vari ruoli: figlio, studente, compagno, lavoratore, musicista, e in 30 anni hai assunto le varie “responsabilità” implicitamente connesse al ruolo stesso. All'improvviso, uno di questi ruoli viene meno e tutti gli altri si rimescolano creando prima una momentanea situazione di disorientamento e poi un concreto panico.Il tuo lavoro di operaio (800.00 euro) e quello della tua compagna (970.00 euro) Vi fa riflettere su quell’affitto, arrivato a 750.00 euro al mese, che da 10 anni pagate  e, dopo lunghe nottate in bianco decidete di tramutare in un mutuo da 690.00 al mese. “Gioite” di questa conquista, questo impegno passando da una gogna mensile irreversibile ad un cappio 25ennale. Pochi mesi dopo il grande passo arriva la notizia, feroce, della CASSA INTEGRAZIONE: altre notti in bianco a far conti su conti e, da subito TI RIMETTI IN GIOCO, più “vecchio” di 13 anni da quando avevi iniziato a cercare il lavoro, ancor prima del verdetto finale. Ti metti in coda nelle varie agenzie interinali per capire se il valore di quel “operaio specializzato” ha un significato. La professionalità è un pegno grosso da pagare: capisci che ti devi plasmare, indossando di volta in volta un abito diverso per rispondere a quelle poche richieste di mercato che ti usano al bisogno di 3-6 mesi. Fai il corso di cameriere di sala e, nel momento in cui si apre la possibilità di provare quanto appreso, l’offerta di lavoro ti porta a 100 km da casa (lo stipendio che entra in casa, al momento non ti permette neanche un viaggio in treno). Dopo qualche mese ti chiamano in prova per le pulizie presso una Azienda Ospedaliera in sostituzione di una maternità. Fai il corso e ti garantiscono 4 mesi di lavoro part time (400.00 euro). Sei di nuovo nel mondo del lavoro da quando, nel frattempo, è arrivato il licenziamento.  Ti pieghi rispondendo ed assecondando tutte le richieste di copertura ferie dei “colleghi” stravolgendo l’orario che hai firmato prima dell’assunzione. Ma non importa; dimostrarti disponibile, volonteroso, puntuale è il corredo  correlato dell’essere un lavoratore. Nel frattempo ci sono gli encomi del responsabile di reparto, si ventila la possibilità di un rinnovo del contratto, si riconosce il bisogno di aumentare il personale. Il 12 scade il contratto e l’11 ti telefonano che da domani non hanno più bisogno di quel corredo correlato. Vabbè, ti sei illuso perchè ti hanno illuso,  sei cresciuto e alle favole inizi a non crederci più. Nel frattempo sono passati sei mesi e tutti i giorni continui  a cercare finchè non telefoni in quella piccola impresa che cerca operai e ti senti chiedere:”Sei italiano?” Sorpreso rispondi di si e loro, scusandosi, ti dicono :“Cerchiamo rumeni perchè ci costano il 30% in meno di un italiano”. Sei nel mezzo di una sporca guerra tra poveri dove si gioca al ribasso, dove nessun valore ha senso, dove non puoi lamentarti pechè c’è chi sta peggio! Tuo padre, nel frattempo va in pensione e gli viene proposto di fare qualche lavoretto al bisogno. Rinuncia ma parla di te che potresti essere un buon elemento, anche part time, il lavoro lo conosci ..... ma non sei conveniente come il pensionato!Il ruolo mancante di lavoratore fa crollare anche gli altri ruoli ritrovandoti ad essere nuovamente, per i tuoi genitori, il  figlio da “accudire” ma senza fartelo pesare; con l’occasione della spesa grossa una volta alla settimana, a casa ti arriva sempre il sacchetto pieno; ogni tanto vi sparisce qualche bolletta che il papà o la mamma, per “sbaglio”, vi pagano. La musica, per il momento resta chiusa nella tua anima perchè godere di quel piacere diventa un costo (le trasferte con il gruppo in cambio di una birra e un toast, non vanno bene, ora). Non dico altro se non che, con la tua compagna, mia collega, non mi permetto di dirle che vado in vacanza perchè mi sento di offendere chi è costretto ad andare a comperare la frutta è la verdura a chiusura del mercato acquistandola di “seconda mano”! Non posso fare nulla per te e voi che ogni giorno, pur nella sofferenza anche fisica che non vi permettete di controllare, continuate con ASSOLUTA  E VERA DIGNITA’ a non chiedere nulla se non, adesso, pensare ad un foglio di carta che nella vostra vita di conviventi sancisca almeno i diritti di una coppia sposata! Vi conosco e, talvolta, mi vergogno anche della maglia nuova che indosso!


Michela De Paolis
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo Mogliano Veneto

venerdì 11 marzo 2011

Il Bidone Nucleare non lo vogliamo

Si ricomincia!
Già, perché, se nel 1987 si era fatto un passo avanti con la vittoria referendaria con l’80% di SI che votarono contro il nucleare costringendo l’Italia ad abbandonare il ricorso all’atomo quale forma di approvvigionamento energetico, a GIUGNO 2011 dobbiamo tornare a sottolineare il nostro dissenso alla scelta nucleare esprimendoci con il SI.
PERCHE’ NOI VOTIAMO SI AL REFERENDUM?

Non ti assilliamo con i costi pubblici di questa eventuale scelta.
Non ti bombardiamo con le immagini dei drammatici incidenti, anche recenti, causati dalle centrali nucleari che, ops, se hanno piccole ferite si trasformano in mostruose odissee di sofferenza, di morte umana e territoriale.
Non ti parliamo della “banale “ radioattività degli indumenti dismessi dagli operatori che ogni giorno vengono eliminati.
Non ti accenniamo neppure al boicottaggio che il Governo sta mettendo in atto per far fallire il referendum del SI, negando fondi alle energie rinnovabili già avviate nel nostro Paese.
Non ti stiamo neppure a raccontare dei lunghissimi tempi di attuazione per la costruzione di centrali nucleari che quando finiscono il loro percorso produttivo restano immobilizzati e carichi di nocività nel nostro territorio.
Non ti parliamo di questo ed altro perché, siamo sicurissimi, tu già sei informatissimo, perché hai già una tua idea ed infine perché, se hai avuto esperienze del passato sai di cosa si tratta e se sei giovane e non le conosci, sei sicuramente un giovane più consapevole delle generazioni precedenti.
Noi ci focalizziamo su alcune domande altrettanto fondamentali, gentile elettore referendario e sono:
Dove finiscono le scorie nucleari?”
Se ti senti rassicurato dalle garanzie di chi vuole spacciarti l’atomo quale soluzione del futuro, allora non ti interessa sapere che la vita delle scorie va da pochissimi secondi a migliaia di anni! Con questo semplice dubbio possiamo facilmente comprendere che, anche se si sotterrano lontane da casa tua, sono comunque vicine alla casa di chiunque altro, anche se si tratta di un oceano o di calotte polari. Il materiale di scarto, per quanto ben incelophanato in sarcofagi di cemento, non tace definitivamente, resta vivo e maledettamente aggressivo.
NOI SIAMO FAVOREVOLI AD UNA ENERGIA DI RINNOVAMENTO e l’incubo del nucleare non lo riteniamo assolutamente necessario. Anche la dove le scelte dell’Europa avevano portato ad optare per il nucleare, oggi, stanno smantellando e dismettendo tali mostruosità.
L’alternativa esiste, ma il Governo non ce la fa conoscere, anzi rinnega le possibili alternative.
Il mondo non ha confini seppure abbia dei limiti e questo ci dovrebbe impegnare nel credere che il nostro SI al referendum contro il nucleare, sarà il SI che fa la differenza. Il mondo migliore non possiamo ormai reclamarlo, nessuno ce lo costruisce considerando che anche chi sta al Governo non si preoccupa dei malefici della scelta ma solo degli aspetti economici. Soldi, traffici, illegalità!
BASTA! Ci sono milioni di cittadini che possono fare la differenza e noi siamo tra quelli
Non abbandonare i seggi a giugno, sforzati di metter il tuo SI per abolire il nucleare e costruire, insieme a noi, un futuro che ti garantisca, comunque, di 
respirare

Michela De Paolis