Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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sabato 4 febbraio 2012

Davanti a mia figlia dico che sono incazzata.


Sono incazzata, riconoscendo che la parola non rientra nello stile vendoliano al quale siamo tutti legati per rispetto di un linguaggio che pur esso deve modificare. 
Se però me la lasciate passare forse potete anche passarmi il lacerante sentimento di sconfitta dietro alle decisioni della Cassazione in merito allo stupro!
Neppure più la parola consenziente, dietro ad una denuncia ed indagine di stupro, posso più accettare,quale domanda che viene rivolta ad una violentata per accertarne la sua reale involontarietà nel partecipare al festino dello stupratore! Sono incazzata perchè il fondamento della libertà continua ad essere tradito da chi sta sopra di noi e decise che la vita violata di una bambina/bambino, ragazza, donna, adulta non è abbastanza grave da essere accompagnato da una giusta Giustizia dopo la violenza subita.
Sono incazzata perchè, ancora una volta, chi guarda non è allo stesso modo responsabile di quell’ agito malvagio attuato dallo stupratore; siete folli! Folli nel pensare al riabilitare, quando le condizioni del nostro Paese non sono preparate alla prevenzione, al rispetto, alla conoscenza al semplice capire che quello che si attua è alla stregua di un delitto, già perchè la morte agghiacciante che spetta alla stuprata è quella derivante dalla perdita di voglia di vivere che la lascia tramortita nell’anima! Sono incazzata perchè la storia ci lascia delle vicende ripugnanti dove la donna, merce di scambio, se violentata e stuprata subiscono ancora la gogna mediatica della cittadinanza essendo ritenuta lei la colpevole dei fatti. Sono incazzata, ma questo non basta a ridare dignità a tutte le donne del mondo che subiscono lo stupro! Perchè, lo stupro è subito e non è il partecipare ad un festino sado-masochista del sesso! 

Michela De Paolis

giovedì 1 dicembre 2011

Mai più violenza sulle donne

La violenza sulle donne è uno scandalo per i diritti umani. In molte società questo problema si scontra con la mancanza di interesse, il silenzio e l'apatia dei governi.

La campagna Mai più violenza sulle donne, lanciata nel maggio 2004, affronta le diverse violazioni dei diritti delle donne: dalla violenza domestica alla tratta, dagli stupri durante i conflitti alle mutilazioni genitali.

Sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, in qualche modo private del diritto all'esistenza stessa.

AI chiede ai governi, alle organizzazioni e ai privati cittadini di impegnarsi pubblicamente per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne.

Secondo il diritto internazionale dei diritti umani, tutti i governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati.

E' fondamentale che i governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali. AI si rivolge a loro per chiedere che i trattati internazionali sui diritti umani vengano ratificati e attuati ovunque.

In questa battaglia per i diritti umani, sono essenziali anche la solidarietà degli uomini e il loro coinvolgimento nella campagna Mai più violenza sulle donne.

Amnesty International

mercoledì 9 marzo 2011

le altre donne

Una riflessione sulla novità di questi giorni: la rinnovata mobilitazione delle donne nelle piazze italiane.
In questo Paese disorientato, preoccupato, che non sa più guardare al futuro con speranza...trova nelle donne un moto di orgoglio, di ricerca della dignità.
Ancora una volta toccherà alla donna assumersi la responsabilità del disorientamento e dello spaesamento di questo Paese. La donna è indispensabile per archiviare la vecchia politica, quella intrisa di competizione, personalismi, linguaggi violenti. Perchè le donne vivono la vita, e quindi anche la politica come condivisione, ascolto, concretezza, pratica della non-violenza.
La strada in salita che dovrà seguire sarà quella di offrire il proprio modo di vedere il mondo basato sui valori che la caratterizzano da sempre.
Le tre parole chiave potrebbero essere: cultura, identità, comunicazione.
Cultura perchè è fondamentale che le donne si facciano produttrici di cultura, cioè approfondiscano ed esprimano maggiormente la propria capacità di fare opinione, di costruire il costume, tradizioni e sani modelli di comportamento.
Identità perchè non si deve permettere che gli altri ci definiscano, che il potere decida chi siamo e come dobbiamo vivere.
Comunicazione perchè bisogna cercare la verità, pretenderla dall’informazione e cercare di capire, perchè, come dice Rosa Luxemburg, “La verità è sempre rivoluzionaria”.
Dobbiamo combattere l’indifferenza, e con coraggio decidere da che parte stare. Dobbiamo tornare alla politica intesa nel senso più nobile del termine, ossia come ricerca del bene collettivo senza i personalismi e le competitività che purtroppo contraddistinguono questo mondo.

Fiorella Fighera