Filosofia di vita

«Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amore, per questo siamo belli!»

Nichi Vendola
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sabato 21 luglio 2012

salvato il referendum dal colpo di mano di Lega e PDL


Sinistra Ecologia Libertà di Treviso esprime grande soddisfazione per la sentenza delle Corte Costituzionale che salva il referendum per l'acqua pubblica, che lo scorso anno ha contribuito con il proprio sostegno e impegno a rendere possibile e vincente.
Per la seconda volta il popolo del referendum a porta a casa una grande vittoria. Grazie all'iniziativa della Regione Puglia la Corte Costituzionale ha bocciato il tentativo di annullare l'esito referendario messo in atto a poche settimane dal voto dal governo Bossi Berlusconi, e proseguito poi dal Governo Monti.
Dopo il travolgente successo del referendum del 12 e 13 giugno 2011, che abrogava le norme volute da Fini Bossi e Berlusconi per la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali, il governo emanava un decreto che, con la scusa di mettere in pratica l'esito del referendum, ripristinava di fatto le norme abrogate. Contro la nuova truffaldina legge, la Regione Puglia promuoveva ricorso presso la corte costituzionale ad ottobre, seguita poi da Lazio, Marche, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna. La Corte Costituzionale ha emesso venerdì la sentenza, che dà pienamente ragione ai ricorrenti e dichiara incostituzionale la norma contestata. I giudici costituzionali rilevano come: ?a distanza di meno di un mese dalla pubblicazione del decreto dichiarativo dell?avvenuta abrogazione del''art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, il Governo è intervenuto nuovamente sulla materia con l'impugnato art. 4, il quale, nonostante sia intitolato «Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dall'Unione europea», detta una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, che non solo è contraddistinta dalla medesima ratio di quella abrogata, in quanto opera una drastica riduzione delle ipotesi di affidamenti in house, al di là di quanto prescritto dalla normativa comunitaria, ma è anche letteralmente riproduttiva, in buona parte, di svariate disposizioni dell'abrogato art. 23-bis e di molte disposizioni del regolamento attuativo del medesimo art. 23-bis contenuto nel d.P.R. n. 168 del 2010?. Chiarissimo dunque, secondo la Corte, il colpo di mano anticostituzionale messo in atto dalla maggioranza Lega e PDL per inficiare il voto referendario. Nonostante le furbesche e strumentali prese di posizione pro-referendum di Zaia e Muraro alla vigilia del voto.

Si tratta di una grande vittoria per il movimento referendario e per tutti gli italiani e i trevigiani, che andarono a votare in massa con una affluenza del 58,9%,e che con il loro voto avevano ben espresso la propria diffidenza verso i processi di privatizzazione dei servizi pubblici. Una strada, purtroppo, che ancor oggi viene sostenuta dall?attuale governo, che ha riproposto la privatizzazione dei servizi pubblici. Speriamo che la sentenza riesca ad invertire questa rotta sbagliata che ci porta su una strada già percorsa dalla Grecia, con i risultati che sappiamo. La sentenza dovrebbe comportare un trascinamento delle sue conseguenze nei confronti dei provvedimenti dell'attuale governo, che continua l'opera del precedente nel voler porre scandenze ravvicinate per la dismissione delle aziende pubbliche e per l'affidamento ai privati dei servizi pubblici locali. L'annullamento di questa impostazione ideologica sancito dal referendum e ribadito ora dalla corte riporta la questione dei servizi pubblici dentro l'ambito della normativa comunitaria, che affida agli enti locali e alle loro autorità d'ambito la scelta di quale modello di gestione intraprendere, senza alcuna scelta forzata verso il privato.

Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL

giovedì 26 maggio 2011

Una particella d'acqua parla con Azzolini




Caro Sindaco , voglio ricordarti che nel giugno 2010 avevi votato che Il Comune di Mogliano Veneto dichiarava di riconoscere il diritto umano dell’acqua ossia l’accesso all acqua come diritto umano universale indivisibile inalienabile e lo stato dell’acqua come bene comune pubblico.....

Purtroppo per salvare il tuo traballante seggiolino ti sei non solo trasformato con il tempo in un Pinocchio che promette e non mantiene , ma nell’ultima riunione del consiglio del 24 maggio u.s. sei riuscito a diventare un Lucignolo con belle orecchie d’ asino che vuole trattare Mogliano  ed i suoi cittadini come la Città dei Balocchi dove vuoi far apparire tutto bello.


No, caro Sindaco, l’acqua non è un balocco da vendere  e poi, non eri proprio te che avevi riempito la nostra città con l’immagine del tuo faccione con in mano una bella brocca di vetro?....veritas sigh !

Allora Caro Sindaco,

Basta giocare e conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.
Riconosci che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana per tutti i cittadini .

Ma per fare tutto questo lo devi inserire nello Statuto comunale ........ed al più presto.

Mantieni patti e promesse che hai votato in consiglio un anno fa.

I cittadini  hanno bisogno di Uomini e non di  Burattini di color verde e con un bel nasone  e orecchie lunghe e molti se ne sono già accorti ed iniziano a capire veramente come  sei e come tratti i beni pubblici. 
Un consiglio : occhio alla tua amata scopa che se continui così .... lei si ribella e ti spazza via dalla città...

Non cordiali saluti

L’acqua bene comune